5 gennaio 2016 / 12:15 / tra 2 anni

ANALISI - Nuova crisi tra Arabia Saudita e Iran minaccia escalation

RIYADH (Reuters) - L‘ultima volta che l‘Arabia Saudita ha rotto le relazioni con l‘Iran, dopo che la propria ambasciata a Teheran era stata attaccata dai manifestanti nel 1988, solo la necessità di collaborare per affrontare l‘invasione del 1990 del Kuwait da parte di Saddam Hussein è riuscita a sanare la frattura tra le due potenze.

Teheran, Iran: manifestazione ieri contro l'esecuzione del religioso sciita Nimr al-Nimr in Arabia Saudita. REUTERS/Raheb Homavandi/TIMA

E’ difficile immaginare come un avvenimento minore possa risolvere il rapporto più conflittuale della regione, una rivalità che ha sostenuto guerre e lotte politiche in tutto il Medio Oriente con Riyadh e Teheran schierate su fronti contrapposti.

In questi giorni l‘espulsione da parte di Riyadh dei diplomatici iraniani dopo l‘assalto alla sua ambasciata a Teheran, a sua volta in risposta all‘esecuzione del clerico shiita Nimr al-Nimr, ha fatto nuovamente salire la tensione, rendendo il conflitto tra i due paesi ancora più difficle da risolvere.

Al cuore della nuova crisi c‘è la crescente volontà dell‘Arabia Saudita di affrontare l‘Iran e i suoi alleati militari da quando re Salman ha preso il potere un anno fa, abbandonando anni di politiche dietro le quinte, spiegano i diplomatici.

Lo scorso anno Riyadh ha così iniziato una guerra in Yemen per impedire ai miliziani alleati dell‘Iran di prendere il potere e ha rafforzato il sostegno ai ribelli siriani contro il presidente Bashar al-Assad, alleato di Teheran.

L‘esecuzione di Nimr, dettata prevalentemente dalla politica interna, è stata comunque parte di questo scontro con l‘Iran, secondo analisti politici.

Questi ultimi interventi arrivano dopo anni di lamentele da parte di Riyadh che contesta le aggressioni iraniane nella regione, puntando il dito contro il sostegno di Teheran alle milizie sciite e al rifornimento di armi ai gruppi attivi nei paesi del Golfo. Accuse che l‘Iran nega.

“Non permetteremo all‘Iran di destabilizzare la nostra regione. Non permetteremo all‘Iran di fare male ai nostri cittadini o a quelli dei nostri alleati e così reagiremo”, ha detto ieri a Reuters il ministro degli Esteri saudita Adel al-Jubeir.

Le decisioni saudite in Yemen e Siria sono anche in parte una risposta all‘accordo nucleare dell‘Iran con le potenze mondiali, che ha portato alla fine delle sanzioni, dando a Teheran teoricamente la possibilità di avere più spazio nelle proprie manovre a livello regionale.

La nuova crisi ha avuto l‘effetto di peggiorare le relazioni tra le due vaste coalizioni di alleati che le due potenze hanno nella regione. Alcuni alleati di Riyadh hanno già rotto le relazioni diplomatiche con Teheran dopo l‘attacco all‘ambasciata e l‘Iran ha minacciato ripercussioni.

Questa catena di reazioni potrebbe ora complicare le complesse discussioni politiche sulla formazione di un governo in Libano, gli sforzi per portare le diverse parti del conflitto siriano a sedersi a un tavolo, lo sblocco dei negoziati in Yemen o l‘avvcinamento di Riyadh con Baghdad.

La contrapposizione tra i due pesi, oltre che nei vari scenari mediorientali dove Arabia Saudita e Iran si confrontano indirettamente, potrebbe ampliarsi anche a livello diplomatico, con il tentativo di Riyadh di isolare Teheran, secondo gli analisti.

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