30 dicembre 2015 / 16:18 / tra 2 anni

Migranti, Msf interrompe attività a Pozzallo

ROMA (Reuters) - Medici senza frontiere (Msf) ha annunciato oggi lo stop alle operazioni sanitarie e di sostegno psicologico nel futuro ‘hotspot’ di Pozzallo e negli altri centri del Ragusano di accoglienza per migranti, per la mancanza di una collaborazione efficace con le autorità alle quali chiede “risposte concrete e di lungo termine”.

Medici visitano un migrante al Pozzallo. REUTERS/Antonio Parrinello

Dal prossimo 1 gennaio circa 20 tra medici, infermieri, psicologi e mediatori culturali lasceranno il Centro di primo soccorso e accoglienza (Cpsa) di Pozzallo e chiuderanno il progetto di supporto psicologico in 16 Centri di accoglienza straordinaria (Cas) della provincia di Ragusa.

“Nonostante le nostre richieste, le condizioni precarie e poco dignitose in cui vengono accolti migranti e rifugiati appena sbarcati – quali sovraffollamento, scarsa informazione legale e tutela dei diritti - rischiano di rimanere la realtà del futuro”, spiega in una nota Stefano di Carlo, capo missione Msf in Italia. “In queste condizioni, la nostra capacità di offrire una risposta efficace [...] è estremamente limitata”.

Nessun commento sulla questione, per il momento, dal Viminale.

A Reuters Di Carlo ha spiegato che “nelle prime settimane dell‘anno saremo comunque ancora a Pozzallo per consentire il passaggio di consegne” con le autorità sanitarie locali.

Msf precisa che dopo mesi di trattative lo scorso novembre ha presentato un rapporto per denunciare le carenze del sistema di prima accoglienza alla Commissione parlamentare d‘inchiesta istituita sull‘argomento.

In Sicilia l‘organizzazione umanitaria continua ad essere impegnata nel progetto di supporto psicologico nei centri di accoglienza delle province di Catania e Trapani, spiega di Carlo.

Dei cinque cosiddetti hotspot (centri per la prima accoglienza e l‘identificazione dei migranti fortemente voluti dall‘Ue) che devono sorgere in Sicilia, finora sono attivi solo quelli di Lampedusa e Trapani.

Recentemente la Commissione europea ha inviato all‘Italia, oltre che a Grecia e Croazia, una lettera di messa in mora per la mancata registrazione delle impronte digitali dei richiedenti asilo.

(Antonella Cinelli)

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