21 dicembre 2015 / 08:14 / tra 2 anni

Spagna, dopo voto frammentato difficili negoziati per governo

MADRID (Reuters) - Il voto frammentato in Spagna preannuncia settimane di colloqui per formare un governo di coalizione, dal momento che né il primo ministro conservatore Mariano Rajoy né i partiti di sinistra hanno ricevuto abbastanza voti per governare da soli.

Spagna, il premier uscente e leader del Partito Popolare Mariano Rajoy, stanotte a Madrid. REUTERS/Marcelo del Pozo

Nonostante sia il primo in termini di consenso, il Partito Popolare di Rajoy (centrodestra) ha ottenuto il peggior risultato della sua storia, in una tornata elettorale segnata dalla rabbia degli spagnoli per una serie di vicende di corruzione e per l‘alto tasso di disoccupazione.

Il risultato uscito dalle urne ricorda in parte quello del vicino Portogallo, dove i conservatori sono stati i primi alle elezioni di ottobre ma al governo è andato il partito socialista, con l‘appoggio dell‘estrema sinistra.

A beneficiare del clima è stato in particolare Podemos, la nuova formazione anti-austerità che ora potrebbe essere decisiva per la formazione di una nuova coalizione (è terza per numero di seggi), esempio più recente del crescendo delle forze populiste in Europa.

“Iniziamo un periodo che non sarà facile”, ha detto Rajoy ai suoi sostenitori, parlando dal balcone della sede del Pp, a Madrid. “Sarà necessario fare patti e accordi, e cercherò di farlo”.

Una coalizione tra Pp e Ciudadanos, la nuova formazione anti-corruzione liberale che sembra la naturale alleata del centrodestra, ha comunque un limite numerico: insieme i due partiti avrebbero 163 seggi, mentre per la maggioranza assoluta ne servono almeno 176.

I socialisti, insieme a Podemos e altri tre partiti di sinistra, avrebbero insieme 172 seggi. Ma si tratterebbe comunque di un‘alleanza difficile, perché tra le varie forze ci sono differenze non trascurabili sulla politica economica e sul grado di autonomia da concedere alla Catalogna.

La costituzione spagnola non fissa scadenze specifiche per la formazione di un nuovo governo dopo le elezioni. Secondo alcuni analisti i negoziati per assicurare una nuova maggioranza parlamentare potrebbero durare settimane, e portare forse a un nuovo voto.

Ieri Pedro Sanchez, il leader socialista, ha detto che Rajoy ha il diritto di provare per primo a formare un nuovo governo, dato che ha avuto più voti: “La Spagna vuole la sinistra, la Spagna vuole il cambiamento, ma il Pp ha ottenuto più voti. Tocca alla prima forza politica provare a formare un governo”.

Un governo di minoranza del Pp è tecnicamente possibile ma improbabile, dati i voti raccolti dalle opposizioni, e sembra anche esclusa una grande coalizione tra popolari e socialisti.

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