11 dicembre 2015 / 09:40 / 2 anni fa

Italia, crescita produzione ottobre offre spazio per accelerazione Pil trim4

Un operaio a lavoro. REUTERS/Alessandro Bianchi

ROMA/MILANO (Reuters) - L‘incremento oltre le attese della produzione industriale italiana di ottobre consente di guardare con ritrovato ottimismo alla perfomance complessiva dell‘economia nell‘ultima parte dell‘anno, dopo la frenata registrata nel terzo trimestre.

Secondo i dati preliminari resi noti stamane da Istat, la produzione è salita dello 0,5% su mese e di 2,9% su anno, oltre la mediana delle attese degli analisti, che prospettava una crescita congiunturale dello 0,2% e del 2% tendenziale dopo +0,2% e +1,8% segnato a settembre.

“Sono numeri confortanti, che segnalano un continuo miglioramento dell‘attività economica dell‘industria”, commenta Paolo Mameli, economista di Intesa Sanpaolo, che si aspetta nel trimestre ottobre-dicembre una crescita della produzione dello 0,6%, “compatibile con un incremento congiunturale del Pil di 0,3-0,4%”.

In ogni caso, l‘obiettivo di crescita di 0,9% per quest‘anno confermato dal ministro dell‘Economia Pier Carlo Padoan dopo la lettura deludente del Pil del terzo trimestre, che ha frenato il ritmo di crescita a 0,2%, resta difficilmente raggiungibile.

La stessa Istat ritiene che la crescita del Pil italiano nell‘anno che si avvia alla conclusione si fermerà allo 0,8%, considerando i dati grezzi, ponendo comunque fine a un triennio di recessione.

“La sostanza non cambia, l‘economia prosegue la fase di lenta ripresa”, sottolinea Mameli, che si aspetta una crescita di un paio di decimali inferiore rispetto a quella del governo. Osservando lo spaccato del dato odierno, emerge un quadro complessivamente confortante.

Tutti i raggruppamenti evidenziano una crescita, eccezion fatta per l‘energia, che ha risentito dell‘inusuale mitezza del clima.

Per quanto riguarda i singoli settori si conferma il traino dei mezzi di trasporto (+3,1% su mese) e dalla farmaceutica (+6,2% su mese), mentre i macchinari, probabilmente più esposti alla frenata della domanda dei paesi emergenti, sono gli unici a registrare una contrazione congiunturale (-0,2%), insieme al comparto della fornitura di energia.

- ha collaborato da Roma Valentina Consiglio

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