10 dicembre 2015 / 14:56 / 2 anni fa

Bce, per Mersch larga maggioranza consiglio non vuole ulteriore rafforzamento Qe

FRANCOFORTE (Reuters) - Una larga maggioranza dei consiglieri della Banca centrale europea non vuole rafforzare ulteriormente il ‘quantitative easing’.

La sede della Banca Centrale Europea a Francoforte, in una foto del 3 dicembre 2015. REUTERS/Ralph Orlowski

Lo ha detto il consigliere Bce Yves Mersch, aggiungendo che la mossa di acquistare nuovi bond mentre quelli più vecchi giungono a scadenza porterà a un‘iniezione di centinaia di miliardi di euro.

“La grandissima maggioranza del consiglio direttivo è dell‘opinione che le misure sono appropriate e che non c‘è bisogno di altro per raggiungere il nostro obiettivo”, ha detto Mersch ieri sera in occasione di una cena a un club di giornalisti.

I commenti di Mersch offrono nuovi dettagli su come la Bce espanderà la sua politica monetaria, una settimana dopo il crollo dei mercati innescato dalla delusione per la decisione del presidente Mario Draghi di optare per un‘estensione del programma di Qe invece che per un aumento dell‘importo mensile degli acquisti.

Mersch, uno dei sei membri del comitato esecutivo della Bce, ha detto che reinvestire i proventi del Qe potrebbe iniettare nel sistema 320 miliardi di euro aggiuntivi in due anni.

Inoltre, secondo Mersch, il valore complessivo del mercato del debito di enti locali e regioni, che la Bce includerà nei suoi acquisti, può arrivare fino a 380 miliardi di euro.

“Questa non è una promessa verbale. Sosteniamo le parole con l‘azione”, ha dichiarato.

La scorsa settimana Draghi ha annunciato un‘estensione del Qe di sei mesi, almeno fino a fine marzo 2017, e il reinvestimento dei proventi del programma derivanti dai bond in scadenza. Molti economisti però si aspettavano decisioni più audaci e sono quindi rimasti delusi.

“Quello che è stato completamente sottovalutato è il fatto che noi siamo un organismo decisionale collettivo”, ha sottolineato Mersch, con riferimento alle alte aspettative degli investitori.

Il banchiere ha inoltre messo in guardia su possibili conseguenze del rallentamento cinese sull‘economia globale. “Il rischio è diventato più forte”, ha detto.

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