30 novembre 2015 / 14:19 / tra 2 anni

Inflazione novembre sotto attese rafforza aspettative Bce

ROMA/MILANO (Reuters) - L‘andamento dei prezzi al consumo si rivela più debole delle attese a novembre, dando sostanza ai timori che spingono la Banca centrale europea a considerare questa settimana un aumento della portata degli aiuti all‘economia dell‘intera zona euro, dove il rischio deflazione non sembre affatto scongiurato.

Secondo i dati preliminari Istat, l‘indice armonizzato ai parametri europei (Ipca) è calato di 0,5% su mese e salito 0,1% tendenziale.

La mediana delle attese prospettava un calo congiunturale di 0,2% e un‘accelerazione del rialzo tendenziale a 0,4%, dopo +0,5% e +0,3% di ottobre.

“Il quadro è quello di un‘inflazione sostanzialmente nulla, per effetto della debolezza dei prezzi dell‘energia che si propaga tramite i prezzi di produzione, e della frenata delle economie emergenti”, commenta Fedele De Novellis di Ref.

“E’ questo che spingerà la Bce ad aumentare con buona probabilità la portata dello stimolo questa settimana”, prosegue De Novellis.

In un‘intervista pubblicata ieri sul Corriere della Sera, il ministro dell‘Economia Pier Carlo Padoan ha paventato il rischio di effetti negativi sulla ripresa in conseguenza del clima negativo instauratosi dopo gli attentati subiti dalla Francia il 13 novembre.

In mattinata, comunque, Padoan ha confermato la stima di crescita per quest‘anno, ovvero +0,9%, considerata a rischio da alcuni economisti già con la pubblicazione dei dati preliminari sul Pil, appellandosi all‘azione della Bce per ridare fiato all‘inflazione, fondamentale per ridurre il peso del debito pubblico.

Commentando la rilevazione odierna, che copre il periodo fino al 21 novembre, Istat imputa il rallentameno dell‘inflazione sia dovuto principalmente alla riduzione dell‘ampiezza della crescita tendenziale dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, causata soprattutto dai servizi ricettivi e di ristorazione.

Secondo Anna Grimaldi di Intesa Sanpaolo, “non può escludersi del tutto che gli attacchi di Parigi abbiano indotto i consumatori a limitare le uscite e gli spostamenti”.

Per il momento, comunque, a parere di De Novellis, non ci sono elementi per valutarne l‘effetto sui prezzi al consumo.

Quanto all‘impatto complessivo sulla crescita, lo stesso De Novellis suggerisce cautela, ricordando come l‘aumento del livello di allerta farà probabilmente propendere Bruxelles verso un allentamento dei vincoli di bilancio per quanto riguarda la spesa per la difesa, con effetti presumibilmente positivi.

Possibile invece, secondo gli analisti, che la frenata riscontrata nei prezzi dei servizi ricettivi sia almeno in parte imputabile alla chiusura di Expo.

- ha collaborato da Roma Giuseppe Fonte

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