30 novembre 2015 / 10:08 / tra 2 anni

Italia,inflazione più debole attese a novembre rafforza aspettative su Bce

ROMA/MILANO (Reuters) - L‘andamento dei prezzi al consumo in Italia si rivela più debole delle attese a novembre, dando sostanza ai timori che spingono la Banca centrale europea a considerare questa settimana un aumento della portata degli aiuti all‘economia dell‘intera zona euro, dove il rischio deflazione non è scongiurato.

Shopping in galleria a Milano. REUTERS/Flavio Lo Scalzo

Secondo i dati preliminari diffusi da Istat, l‘indice dei prezzi al consumo armonizzato ai parametri europei (Ipca) è sceso dello 0,5% su mese ed è salito dello 0,1% tendenziale.

La mediana delle attese degli economisti prospettava una flessione congiunturale dello 0,2% e un‘accelerazione del rialzo tendenziale a 0,4%, dopo +0,5% e +0,3% segnati a novembre.

Simile la dinamica del dato nazionale, che a perimetro mensile ha mostrato un calo dei prezzi di 0,4%, mentre su base tendenziale ha segnato una crescita asfittica di 0,1%.

“Il quadro che abbiamo di fronte è quello di un‘inflazione sostanzialmente nulla, per effetto della debolezza dei prezzi dell‘energia che si propaga tramite i prezzi di produzione, e della frenata delle economie emergenti”, commenta Fedele De Novellis, economista di Ref.

“E’ questo che spingerà la Bce ad aumentare con buona probabilità la portata dello stimolo questa settimana”, prosegue De Novellis.

Negli ultimi giorni da parte del governo è emersa una certa preoccupazione rispetto al rischio che gli attacchi di matrice islamista subiti dalla Francia il 13 nvomebre possano pesare sulla ripresa dell‘economia, in particolare sui consumi, sebbene Padoan abbia negato ci siano elementi concreti per rivedere al ribasso la stima di crescita per quest‘anno.

Commentando la rilevazione odierna, che copre il periodo fino al 21 novembre, Istat sottolinea come il rallentameno dell‘inflazione sia dovuto principalmente alla riduzione dell’ampiezza della crescita tendenziale dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, causata soprattutto dai servizi ricettivi e di ristorazione.

“Non ci sono elementi ad ora per valutare un impatto negativo sui prezzi nel settore del turismo legato ai fatti di Parigi”, sottolinea De Novellis, che ricorda come in tali eventi faranno probabilmente propendere Bruxelles verso un allentamento dei vincoli di bilancio per quanto riguarda la spesa per la difesa, con effetti presumibilmente positivi sulla crescita.

Possibile invece che la frenata riscontrata nei servizi ricettivi sia almeno in parte imputabile alla chiusura dell‘Esposizione Universale di Milano, che a ottobre ha registrato un picco di presenze.

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