26 giugno 2015 / 09:10 / tra 2 anni

Migranti, in vertice teso leader Ue varano nuovo piano

BRUXELLES (Reuters) - Nel corso di un vertice non privo di tensioni che si è concluso in nottata, i leader Ue hanno varato un nuovo piano per la gestione della crisi dei migranti nel Mediterraneo.

Il premier italiano Matteo Renzi a Bruxelles ieri dopo il vertice Ue sull'immigrazione. REUTERS/Yves Herman

Ci sono volute sette ore di accese discussioni per decidere alcuni criteri su come collocare circa 40.000 siriani ed eritrei richiedenti asilo, al momento presenti in Italia e Grecia, oltre ad altri 20.000 persone attualmente fuori dall‘Ue.

Alla fine si è raggiunto un accordo su base volontaria per questi 60.000 con l‘esclusione di Ungheria - che aveva definito il piano assurdo - e Bulgaria, uno dei paesi più poveri dell‘Ue.

Anche se l‘accordo sulla carta è stato raggiunto, la sua reale implementazione ha di fronte però numerosi ostacoli.

I criteri per dividere i migranti tra i vari stati membri dovranno essere decisi entro la fine di luglio. A contare saranno fattori come l‘economia, l‘estensione territoriale e la popolazione.

“Ci saranno ancora molte, molte discussioni”, afferma un funzionario Ue. “Non vedo ancora un vero via libera”.

Il nuovo sistema andrebbe a rimpiazzare l‘impopolare proposta di quote obbligatorie per ogni Paese, cui Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e altri si sono opposti, argomentando di non avere le necessarie risorse economiche.

Questa settimana, l‘Austria ha minacciato di reintrodurre controlli alle sue frontiere con l‘Ungheria, mentre la Gran Bretagna ha chiesto maggiore sicurezza per il porto francese di Calais.

“E’ stato un dibattito molto inteso”, ha commentato la cancelliera tedesca Angela Merkel parlando con i giornalisti dopo il vertice, descrivendo la crisi dei migranti “la più grande sfida che ho visto in Europa da quando sono cancelliera”.

Esprimendo grande frustrazione, il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker ha descritto il piano “di modesta ambizione”, dopo aver risposto “non me ne frega niente” alle critiche di alcuni leader riguardo alla metodologia utilizzata.

“Dobbiamo trovare un modo che funzioni. Non importa se coercitivo o volontario, quel che conta è se può aiutare 60.000 rifugiati”, ha aggiunto in conferenza stampa.

Nel corso della cena del summit, il premier Matteo

Renzi ha espresso disappunto per la riluttanza di alcuni leader a sostenere il piano che dovrebbe essere la risposta ai 2.000 morti all‘anno nel Mediterraneo, sottolineando in particolare le divisioni dei Paesi dell‘Europa dell‘Est.

“Se pensiamo che l‘Europa sia solo una questione di budget, non è più l‘Europa che abbiamo pensato nel 1957 a Roma”, ha commentato, riferendosi al trattato che ha fondato l‘Unione europea.

Redazione Roma, Reutersitaly@thomsonreuters.com, +3906 85224380, valentina.consiglio.reuters.com@reuters.netSul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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