23 giugno 2015 / 10:55 / tra 2 anni

Assicurazioni non sfruttano opportunità diversificazioni-Ivass

ROMA (Reuters) - Il settore assicurativo non sta sfruttando le opportunità di diversificazione delle attività consentito dalle nuove leggi e norme.

Lo ha detto il presidente dell‘Ivass, Salvatore Rossi, leggendo la relazione annuale sull‘attività dell‘organismo di vigilanza.

Una opportunità finora non colta, ha detto il regolatore, “è quella offerta dalla normativa di contribuire al finanziamento delle imprese produttive anche investendo in mini-bond e in prestiti bancari cartolarizzati, o erogando direttamente credito. Il potenziale di investimento in queste forme è di oltre 60 miliardi di euro (esclusi gli investimenti per il tramite di fondi comuni d’investimento)”.

Rossi ha ricordato che l‘Ivass “aveva tempestivamente varato lo scorso anno la normativa secondaria richiesta dal decreto Competitività ritenendo l’intervento compatibile con il quadro prudenziale, anzi opportuno proprio in chiave di progressiva diversificazione dell’attivo. Se lo spazio aperto dalle nuove norme non è stato usato vuol dire che non sono stati offerti alle compagnie prodotti adeguati, o che ha prevalso in loro la prudenza nell’avventurarsi su terreni poco familiari”.

La fotografia del settore scattata dal Regolatore è tranquillizzante: le assicurazioni italiane, dopo il terribile biennio 2010-2011, hanno aumentato la redditività. Il Roe 2014 è stato del 9,3%, 1,1 punti percentuali in più rispetto all‘anno precedente. E solo istituti che rappresentano il 3% del totale dei premi hanno mostrato una debolezza di capitale nei test fatti stressando i bilanci 2014 con i più severi criteri di Solvency 2.

Semmai il problema è la necessità di aggiornamento del sistema, per aprire il mercato dei fondi complementari al settore privato, per aumentare l‘appetibilità delle polizze sanitarie che coprono la perdita dell‘autosufficienza: una sindrome molto costosa per il servizio sanitario.

Necessario anche rivedere il codice delle assicurazioni e le norme sulla liquidazione delle società: delle 58 procedure di liquidazione coatta in corso 14 sono state avviate oltre 30 anni fa.

In Italia va anche modernizzato il sistema di vigilanza, che impegna e obbliga a “sanzionare anche infrazioni minime” e con sanzioni a carico delle imprese: “23 milioni [in totale] nel 2013 che le imprese assorbono tranquillamente”.

(Alberto Sisto)

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