22 giugno 2015 / 16:23 / tra 2 anni

Banda larga, al Fondo per lo sviluppo 830 milioni al 2017, sgravi fiscali

MILANO (Reuters) - Le decisioni sugli incentivi del governo sulla banda larga vengono rinviati a future determinazioni del Cipe e sul Fondo per lo sviluppo sono riservati per la rete ultraveloce massimi 830 milioni al 2017.

Banda larga, al Fondo per lo sviluppo 830 milioni al 2017, sgravi fiscali REUTERS/Hannibal Hanschke

E’ quanto si legge in una bozza del decreto che potrebbe andare domani in discussione al Consiglio dei ministri se il governo, come ha detto oggi il presidente del Consiglio Matteo Renzi, non delegherà invece la materia interamente al Comitato interministeriale per la politica economica Cipe.

Il decreto prevede sgravi fiscali che dovranno passare il vaglio della Commissione europea sugli aiuti di Stato.

La misura non dovrebbe dispiacere a Telecom Italia che ha già detto chiaramente che finanzierà il suo piano di cablatura, principalmente con tecnologia Fttc (fiber to the cabinet) in modo autonomo.

Potrebbe invece deludere coloro che immaginavano uno sforzo dell‘esecutivo per accelerare gli investimenti nella banda larga, considerato che in origine il piano del governo prevedeva esborsi complessivi massimi per circa 12 miliardi di euro, con circa 6 miliardi di fondi pubblici per centrare al 2020 gli obiettivi UE sulla diffusione di un Internet superveloce.

AL 2017 830 MLN PER IL FONDO DI SVILUPPO

La bozza parla di incentivi agli utenti finali per l‘utilizzo della banda larga a oltre 100 mega e di garanzie dello Stato su mutui o bond di progetto per attuare il piano.

Per il finanziamento di queste misure “è riservata una quota non superiore a 5 miliardi di euro nella programmazione 2014-2020 del Fondo per lo sviluppo e la coesione”, dice la bozza. Ma sarà il Cipe a provvedere all‘assegnazione delle risorse entro fine novembre 2015.

Al 2017, al Fondo per lo sviluppo e la coesione, è però riservato un massimo di 10 milioni nel 2015, di 220 milioni nel 2016 e di 600 milioni nel 2017.

Inoltre se il Cipe non delibera entro novembre “le risorse destinate (...) ritornano nella disponibilità programmatoria del Cipe”, dice la bozza.

SGRAVI FISCALI FINO AL 50% DEGLI INVESTIMENTI

Il credito di imposta “può essere riconosciuto” a copertura del costo degli investimenti, sostenuti dal 2015 al 2020, “fino a una percentuale massima del 50%”.

Il credito sarebbe sulle imposte sul reddito e sul valore della produzione generate dagli stessi interventi.

Il credito potrà essere concesso per quegli interventi che, “in assenza della misura non sarebbero sostenibili”, quindi in sostanza nelle aree bianche (a fallimento di mercato) e nelle aree grigie e nere, ma solo “al fine di garantire le condizioni di stabilità finanziaria dell‘investimento”.

Il credito di imposta è concesso con deliberazione del Cipe.

Entro 90 giorni i ministeri dello Sviluppo economico e delle Finanze stabiliranno i criteri per la determinazione delle modalità attuative, secondo la bozza.

L‘efficacia degli sgravi è però subordinata al via libera dell‘Unione europea.

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