22 giugno 2015 / 15:19 / 2 anni fa

Migranti, droni e sottomarini Ue in operazione contro trafficanti

LUSSEMBURGO (Reuters) - L‘Unione Europea impiegherà sottomarini, navi militari, droni ed elicotteri in un‘operazione per raccogliere informazioni sui gruppi criminali che gestiscono le reti dei richiedenti asilo diretti in Europa dalla Libia

Migranti, droni e sottomarini Ue in operazione contro trafficanti REUTERS/Eric Gaillard

I ministri degli Esteri della Ue hanno trovato l‘accordo, durante un summit a Lussemburgo, sul lancio dell‘operazione, anche se sarà limitata alla raccolta di informazioni, in attesa dell‘autorizzazione delle Nazioni Unite a un vero e proprio intervento di polizia internazionale.

L‘operazione rientra nella risposta europea all‘aumento eccezionale di migranti provenienti dall‘Africa e dal Medio Oriente, che passano attraverso la Libia per tentare il viaggio in mare verso le coste europee.

In molti sono già annegati nel Mediterraneo, tra cui 800 persone morte in un naufragio ad aprile.

L‘operazione inizialmente doveva servire a colpire il business dei trafficanti, a catturare e distruggere le loro imbarcazioni, possibilmente nelle acque libiche. Ma per farlo occorre una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e l‘assenso delle autorità libiche ad operare nelle acque territoriali del Paese africano. E finora né l‘Onu né la Libia hanno dato l‘ok.

“Sarò molto chiara: i bersagli non sono i migranti, i bersagli sono quelli che stanno facendo soldi con le loro vite e troppo spesso con le loro morti. Fa parte del nostro sforzo per salvare vite”, ha detto Federica Mogherini, Alto rappresentante Ue per la politica estera, ai gionalisti.

Sono una decina i Paesi che hanno offerto complessivamente per l‘operazione cinque navi militari, due sottomarini, tre aerei di ricognizione, due droni di sorveglianza e tre elicotteri, oltre a 1.000 militari, ha detto un rappresentante Ue.

Gli aerei e le navi inizieranno a muoversi in acque internazionali al largo della Libia “nei prossimi giorni”, ma servirà un mese prima che la missione sia completamente operativa, ha detto il rappresentante.

Se le navi intercetteranno migranti in mare, li porteranno in salvo. Ma ci sono anche dei rischi: il funzionario Ue ha detto che in due occasioni navi mercantili sono state attaccate da caccia con razzi e anche dall‘artiglieria costiera, mentre si trovavano fuori dalle acque territoriali. E che trafficanti armati hanno minacciato persone che stavano cercando di trarre in salvo migranti.

Le autorità Ue sperano ancora che la Libia acconsenta ad autorizzare la missione e che l‘Onu approvi una risoluzione - la cui bozza viene stilata in questi giorni da alcuni Paesi europei - per combattere i trafficanti. Ma in quel caso comunque servirebbe una successiva autorizzazione dei ministri degli Esteri Ue per condurre azioni più aggressive.

Ma ottenere il consensi dei libici non sarà facile: il Paese è diviso tra due governi rivali, e l‘Onu sta cercando di mediare un accordo di pace per giungere a un governo di unità nazionale.

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