16 giugno 2015 / 10:17 / tra 2 anni

Jobs act, Recchi (Telecom Italia): presto decreti o 4.000 assunzioni a rischio

ROMA (Reuters) - Telecom Italia sollecita il governo a mettere mano ai decreti del Jobs act sulla solidarietà espansiva, e relativi fondi, pena la impossibilità di effettuare le 4.000 assunzioni annunciate con il piano industriale.

Un'auto per gli interventi tecnici di Telecom Italia gira per le strade di Roma. REUTERS/Alessandro Bianchi

Lo ha detto oggi il presidente del gruppo delle tlc, Giuseppe Recchi.

“Il nostro impegno è quello di assumere 4.000 persone anche per rinnovare il capitale umano. Bisogna che le leggi accompagnino gli sforzi e gli impegni delle aziende. Se le leggi non sono adeguate non possiamo fare cose impossibili, sarebbero 4.000 posti persi. Aspettiamo con ansia che il decreto venga sbloccato. Perdere l‘opportunità di dare lavoro a 4.000 talenti sarebbe veramente deleterio”, ha detto Recchi a chi chiedeva se le assunzioni annunciate siano a rischio per l‘incertezza normativa legata ai decreti attuativi del Jobs Act.

Telecom e altre aziende hanno subordinato i loro piani di crescita occupazionale alla elargizione da parte del governo di risorse per finanziare contratti di solidarietà espansiva che puntano a favorire nuove assunzioni attraverso una contestuale e programmata riduzione dell‘orario di lavoro e della retribuzione. Per solidarietà difensiva, strumento usato da Telecom sino ad aprile, si intende invece una riduzione dell‘orario di lavoro dei dipendenti per evitare licenziamenti.

Successivamente, l‘AD Marco Patuano ha spiegato che “Telecom Italia non farà zero assunzioni nel 2015, il piano rallenta. L‘assunzione di 4.000 persone rimane l‘obiettivo. Ma sicuramente la tempistica deve essere coerente con gli strumenti normativi. Cercheremo di trovare strumenti che facciano convivere la solidarietà con le assunzioni”.

Una fonte aziendale ha detto che quest‘anno le assunzioni saranno “alcune centinaia” rispetto alle 1.000 previste.

L‘età media dei dipendenti di Telecom Italia è oggi di 48 anni, con solo il 5% sotto i 30 anni (“questo vuol dire la necessità di ricorrere molte volte all‘esterno”) e la maggior parte di età compresa tra 43 e 53 anni, ha spiegato Patuano.

Con l‘aumento dell‘età pensionabile, dunque, il ricambio generazionale è più difficile.

Patuano ha infine chiarito che la solidarietà difensiva utilizzata fino ad aprile consente solo riqualificazioni del personale, non assunzioni: “Per questo serve la solidarietà espansiva. Siamo convinti che sia una novità importante per noi e anche per altre aziende”, ha concluso.

(Massimiliano Di Giorgio)

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