12 giugno 2015 / 09:50 / 2 anni fa

Jobs act, primo ok a cassa integrazione estesa a micro imprese

ROMA (Reuters) - Di seguito il contenuto dei quattro decreti attuativi al Jobs act che ieri il governo ha approvato in via preliminare:

Employees of Fiat SpA work on a new "Panda" car at the Fiat plant in Pomigliano D'Arco, near Naples, in this December 14, 2011 file photo. Italian car maker Fiat, which holds a majority stake in Chrysler, said revenue from mass market car sales in Europe fell 13.1 percent in the first quarter, a shortfall which was more than compensated by booming car sales in the United States. REUTERS/Alessandro Bianchi (ITALY - Tags: TRANSPORT BUSINESS) - RTR3191X

RIORDINO AMMORTIZZATORI SOCIALI IN COSTANZA DI LAVORO

Il decreto fissa le nuove regole per la cassa integrazione che sarà estesa anche alle aziende tra i 6 e i 15 dipendenti a fronte di un contributo a un fondo di integrazione salariale dello 0,45% sull‘imponibile previdenziale.

La cassa integrazione ordinaria e straordinaria, esclusa in caso di cessazione dell‘attività, avrà una durata massima di 24 mesi (dai 48 attuali) nell‘arco di 5 anni calcolata dal primo giorno di utilizzo dell‘ammortizzatore. Nel caso in cui l‘azienda ricorra alla solidarietà il limite sale a 36 mesi. Ne avranno diritto anche gli apprendisti assunti con contratto “professionalizzante”.

La cassa straordinaria può essere autorizzata, per un limite massimo di 6 mesi e previo accordo stipulato in sede governativa, entro il limite di spesa di 50 milioni per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, qualora sussistano concrete prospettive di rapida cessione dell‘azienda e di un conseguente riassorbimento occupazionale.

Le imprese industriali e parte di quelle dei servizi sopra i 15 dipendenti che oggi hanno diritto a cigo e cigs riceveranno uno sconto del 10% sulle aliquote ordinarie che oggi sono dell‘1,9% o del 2,2% (sopra i 50 dipendenti). L‘aliquota scende dal 5,20% al 4,70% per l‘edilizia.

Per l‘utilizzo della cassa viene introdotto un sistema di bonus-malus assegnando una penalità per chi utilizza l‘ammortizzatore che sale da un minimo del 9% dell‘importo erogato al lavoratore (dopo i 12 mesi), fino al 12% (sino a due anni) per un massimo del 15% (sino a tre).

Per le aziende che avevano solo diritto alla cassa in deroga, istituto che dovrà scomparire dal 2016, è previsto il versamento di un contributo obbligatorio dello 0,65% a un fondo di integrazione salariale. Le prestazioni saranno erogate in base alla solvibilità del fondo.

Il governo scrive nel comunicato finale del Cdm di ieri che per effetto del decreto vengono estese le tutele a 1.400.000 lavoratori sinora esclusi. Le disposizioni del decreto consentono risparmi di spesa utilizzati per rendere strutturali la Naspi a 24 mesi anche dopo il 2016. Il decreto comporta anche una salvaguardia per il solo 2015 della durata della Naspi con riferimento ai lavoratori stagionali del settore del turismo.

RAZIONALIZZAZIONE E SEMPLIFICAZIONE DELL‘ATTIVITA’ ISPETTIVA

Il decreto istituisce l‘Ispettorato nazionale del lavoro che coordina i servizi ispettivi di Inps, Inail e ministero del Lavoro.

RIORDINO DELLA NORMATIVA IN MATERIA DI POLITICHE ATTIVE

Nasce Agenzia che gestirà i servizi per l‘impiego (Anpal).

Viene definito lo stato di lavoratore disoccupato anche parziale e di lavoratore a rischio di disoccupazione. Gli appartenenti a queste categorie verranno assegnati ad una classe per valutarne il livello di occupabilità e saranno convocati dai Centri per l‘impiego per la stipula di un Patto di servizio personalizzato. Il Patto dovrà inoltre riportare la disponibilità del richiedente a partecipare a iniziative di carattere formativo, di riqualificazione o di politica attiva e ad accettare congrue offerte di lavoro.

I beneficiari di prestazioni di sostegno al reddito che, senza giustificato motivo, non partecipano alle iniziative per il reinserimento nel mondo del lavoro saranno soggetti  a sanzioni che vanno dalla decurtazione, alla sospensione o decadenza dalle prestazioni.

SEMPLIFICAZIONE ADEMPIMENTI PER CITTADINI E IMPRESE

Il decreto, in particolare, rivede la disciplina sui controlli a distanza del lavoratore.

(Francesca Piscioneri)

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