10 giugno 2015 / 11:20 / 2 anni fa

Calo inatteso della produzione non compromette Pil del secondo trimestre

ROMA/MILANO (Reuters) - Nel mese di aprile l‘indice destagionalizzato della produzione industriale è sceso dello 0,3% sul mese precedente, deludendo gli analisti che si aspettavano un aumento dello 0,2%.

Giacche di operai nell'impianto Fiamm di Avezzano, vicino all'Aquila, il 28 novembre 2014. REUTERS/Alessandro Bianchi

Il dato non compromette però le attese di una leggera crescita del Pil nel secondo trimestre, alimentate anche dai numeri più confortanti degli indici Pmi di aprile e maggio.

“La produzione industriale italiana di aprile è inferiore alle nostre stime e coincide con il recente calo della fiducia di imprese e consumatori, a dimostrazione che la ripresa resta difficile”, osserva in una nota di commento Raj Badiani di IHS Global Insight che si aspetta comunque un incremento congiunturale del Pil di 0,2% nel secondo trimestre.

Anche Loredana Federico di Unicredit sperava in un dato migliore, ma ritiene che l‘imprevisto calo di aprile “non cambi un modo significativo il quadro generale di una moderata ripresa dell‘attività industriale” e dell‘economia in generale, vista a +0,3% nel secondo trimestre su base congiunturale grazie a un‘accelerazione della domanda estera e a un graduale miglioramento di quella interna.

La lettura di aprile è inferiore alle attese anche su base annua: secondo i dati Istat, l‘indice corretto per i giorni lavorativi ha registrato un aumento dello 0,1% da +1,4% a marzo (rivisto da +1,5%), contro il +0,8% previsto dagli analisti. A marzo è stato registrato un rialzo congiunturale dello 0,5%, rivisto da +0,4%.

Andando allo spaccato settoriale, emerge una contrazione della produzione dei beni di consumo (-1,2%) e una pausa dei beni strumentali (+0,1%), che Federico considera temporanea; in calo anche la componente energetica (-1,3%) dopo il rimbalzo del primo trimestre. L‘ecomomista di Unicredit mette in luce in particolare che il calo dei beni di consumo è guidato dalla discesa dei beni non-durevoli (-1,7%), mentre il rialzo di quelli durevoli (+2,2%) “è in linea con il messaggio più positivo che viene dal forte incremento delle immatricolazioni di auto”.

Raj Badiani, che sottolinea come il frazionale rialzo dei beni strumentali sia solo il sesto segno positivo negli ultimi 12 mesi, si aspetta una graduale ripresa degli investimenti industriali nel corso dell‘anno ma con un ritmo irregolare. In generale l‘analista crede che l‘Italia non sia riuscita a cogliere pienamente i vantaggi offerti da fattori esterni come il forte deprezzamento del greggio e il calo dell‘euro.

- ha collaborato Antonella Cinelli

(Claudia Cristoferi)

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