9 giugno 2015 / 15:09 / tra 2 anni

Libia, liberato medico italiano Scaravilli, ancora dubbi su rientro

ROMA (Reuters) - Ignazio Scaravilli, medico italiano rapito nel gennaio scorso in Libia, è stato consegnato dai suoi sequestratori al governo di Tripoli, hanno riferito oggi fonti del ministero degli Esteri.

Secondo le fonti l‘uomo, che era stato rapito da un gruppo jihadista mentre lavorava come volontario in un ospedale a Dar Al Wafa, è in buone condizioni.

La Libia è al centro di un conflitto tra gruppi rivali, nonostante il tentativo delle Nazioni Unite di arrivare da mesi a un accordo di pace, e nel paese è cresciuta anche la presenza di organizzazioni fondamentaliste armate legate allo Stato Islamico. Il governo di Tripoli non è riconosciuto a livello internazionale, al contrario di quello di Tobruk.

Secondo le fonti, il rientro di Scaravilli in Italia avverrebbe “entro un paio di giorni”. Ma sembra esserci incertezza sul grado di collaborazione con le autorità tripoline, anche se le fonti dicono che “non è in corso alcuna trattativa” con queste per facilitare il ritorno in Patria.

Oggi il quotidiano online Huffington Post ha scritto, senza citare fonti, che l‘uomo sarebbe stato liberato in realtà una settimana fa dalla polizia dopo un‘irruzione nel luogo dove era sequestrato, ma che la sua consegna all‘Italia sarebbe stata legata al riconoscimento del governo della ex capitale.

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