9 giugno 2015 / 10:05 / 2 anni fa

Pensioni, Boeri: staffetta generazionale per legge distorsiva e costosa

ROMA (Reuters) - Introdurre per legge un sistema di staffetta generazionale per rendere più flessibile il sistema previdenziale sarebbe costoso e distorsivo, e comunque sarebbe da escludere tra familiari.

Un'anziana affacciata alla finestra. REUTERS/Tony Gentile

Lo ha detto il presidente dell‘Inps, Tito Boeri, commentando l‘ipotesi avanzata la scorsa settimana dal ministro del Welfare, Giuliano Poletti, per rendere meno rigide le norme della legge Fornero in materia di pensioni agevolando al contempo l‘ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.

“Non mi piace il termine staffetta perché evoca una contrapposizione tra giovani e anziani, che invece sono complementari. Possono esserci casi specifici in cui applicarla ma assolutamente non va regolata per legge perché rischia di essere distorsiva e costosa. In ogni caso va esclusa una staffetta tra familiari, cioè un passaggio di lavoro per via dinastica”, ha detto Boeri intervenendo a un convegno Abi sulle risorse umane.

Il governo inserirà nella prossima legge di Stabilità norme per consentire una uscita dal lavoro tra i 60 e i 62 anni, con penalizzazioni, rispetto ai 66 previsti dalla normativa attuale.

Boeri insiste sulla necessità di trattare in sede europea per strappare maggiore flessibilità in cambio della garanzia di tenuta del sistema previdenziale nel medio-lungo periodo.

“Il sistema contributivo è sostenibile nel lungo periodo e va difeso a spada tratta. Se le persone vanno in pensione prima, ci sarebbero disavanzi più bassi che se avessero continuato a lavorare. La possibilità di continuare a giocare sul bilancio temporale non è stata sfruttata durante la crisi e credo per questo che il governo dovrà andare alla trattativa comunitaria perché ha le carte in regola”, ha detto l‘economista.

“Questa ipotesi della flessibilità in uscita per la pensione è sostenibile. Le pensioni che verranno erogate in futuro sarebbero comunque sopra il livello di assistenza”.

Il presidente Inps, che entro fine giugno presenterà le sue proposte al governo per un sistema previdenziale più flessibile, caldeggia, per chi voglia uscire prima, un assegno previdenziale con il più penalizzante sistema contributivo invece che con il retributivo.

Il governo non è contrario ma l‘iniziativa è politicamente rischiosa considerando che il sistema retributivo è molto più generoso.

(Stefano Bernabei)

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