2 giugno 2015 / 07:14 / tra 2 anni

Btp, dato prezzi acuiscono calo, tasso 10 anni sopra 2%, scambi poveri

MILANO (Reuters) - In una seduta in cui gli operatori italiani sono in vacanza, i Btp appaiono molto fiacchi in parallelo ai Bund. A una partenza poco entusiasmante che aveva già visto il tasso del decennale di riferimento tornare sopra il 2%, ha fatto seguito un ulteriore indebolimento dopo il dato sull‘inflazione della zona euro, che mostra un ritorno della dinamica di aumento dei prezzi.

Un trader al lavoro. REUTERS/Alessandro Garofalo

“Con gli investitori domestici oggi assenti dal mercato per la festa della Repubblica, gli scambi sui Btp sono praticamente inesistenti” dice un trader. “Guardiamo i movimenti del Bund che Italia e Spagna stanno seguendo. Ci sarà da stare attenti domani, per capire se i rendimenti si manterranno ai livelli di oggi”.

Il tasso sul Btp decennale si è riportato sopra quota 2%, livello che non si vedeva da inizio maggio; il rendimento del trentennale si è invece spinto sopra il 3%.

“Con volumi così bassi, oggi questi livelli non sono indicativi, ma è chiaro che si sta esaurendo l‘effetto propulsivo del QE, aspettiamo domani per capire se questi livelli saranno confermati dopo il rientro degli operatori italiani”.

“Sui futures, più liquidi, abbiamo visto un ulteriore indebolimento dopo il dato che evidenzia una ripresa delle dinamiche d‘inflazione nella zona euro”.

I prezzi al consumo nella zona euro crescono dello 0,3% a maggio su anno, ponendo fine a cinque mesi di stagnazione, secondo l‘ufficio statistico Ue Eurostat. Il consensus era di una crescita dello 0,2%.

Sullo sfondo restano i timori legati alla Grecia, per quanto diverse dichiarazioni stiano iniziando a generare un certo ottimismo. Il governatore della banca centrale Yannis Stournaras si dice “molto ottimista” sulla permanenza del paese nell‘euro, con Atene che avanza le prime proposte sulla riforma delle pensioni mentre le trattative con i creditori internazionali si fanno sempre più difficili e il paese è a corto di liquidità.

Il mancato raggiungimento di un accordo questo mese potrebbe però originare un default per la Grecia, portare all‘imposizione di controlli di capitale e a una potenziale uscita dalla zona euro. Intanto un funzionario del governo ellenico ha detto che la Grecia rimborserà la rata da 300 milioni al Fmi in scadenza dopodomani 5 giugno se raggiungerà un accordo con i creditori entro quella data, anche se gli aiuti non verranno erogati in tempo.

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