29 maggio 2015 / 12:38 / tra 2 anni

Regionali, anche candidato Pd Campania De Luca tra "impresentabili"

ROMA (Reuters) - C‘è anche il nome del sindaco di Salerno e candidato Pd alla presidenza della Regione Campania Vincenzo De Luca nella lista dei cosiddetti “impresentabili” diffusa oggi dalla Commissione parlamentare antimafia.

Il premier e leader del Pd, Matteo Renzi. REUTERS/Tony Gentile

Lo ha detto oggi la presidente della commissione d‘inchiesta, Rosi Bindi, a due giorni dalle elezioni in sette regioni, e dopo che il premier Matteo Renzi ha detto di essere certo che nessuno degli “impresentabili” sarà eletto.

La dichiarazione della Bindi ha dato il via a una violenta polemica all‘interno del Pd ed alla reazione dello stesso De Luca che ha detto di volerla denunciare “per diffamazione” sfidandola a “un dibattito pubblico per sbugiardarla”. Tutta la maggioranza del Pd si stringe a difesa del sindaco di Salerno e a favore sua elezione.

La commissione ha passato al vaglio i nomi di 4.000 candidati, ha detto la Bindi, alla ricerca di coloro che, in base a un codice di autoregolamentazione parlamentare, non vincolante, non potrebbero concorrere perché rinviati a giudizio per reati di stampo mafioso o per i cosiddetti “reati spia” come racket, usura, riciclaggio.

In tutto i candidati “censurati” sono 17, 4 in Puglia 13 in Campania, e 9 di questi ultimi nelle file del centrodestra.

“Questo codice non ha il potere di fare ritirare nessuno dalle liste”, ha detto la Bindi nel corso di una conferenza stampa: “Con questo codice non si dichiara l‘incandidabilità e l‘ineleggibilità di nessuno, si vuole solo dire ai cittadini quale è la qualità del personale politico che andranno a votare”.

De Luca è stato condannato in primo grado per abuso d‘ufficio, e per questo reato potrebbe essere sospeso se eletto presidente, come prevede la cosiddetta legge Severino sull‘incandidabilità e ineleggibilità di candidati condannati per una serie di reati.

Ma nella lista il candidato democratico compare perché indagato per concussione continuata, considerato dalla commissione un “reato spia”.

Sulle dichiarazioni della Bindi e la presenza di De Luca nella lista degli “impresentabili” è scoppiata la polemica politica, in particolare nel Pd. Ernesto Carbone, vicino a Renzi, ha twittato: “Bindi sta violando la Costituzione, allucinante che si pieghi la commissione antimafia a vendette interne di corrente partitica”.

Il costituzionalista Pd Stefano Ceccanti dice che “l‘attenta lettura degli articoli 3 e 4 del Codice ci dice che la presidente Bindi ha agito fuori dalla legge, anzi…”.

Domenica vanno al voto Veneto, Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Campania e Puglia. Si rinnovano contestualmente le amministrazioni di 1.065 Comuni fra cui 17 città capoluogo.

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