20 maggio 2015 / 14:28 / tra 2 anni

Scuola, Camera approva riforma, passa a Senato

ROMA (Reuters) - La Camera dei deputati ha approvato oggi il disegno di legge di riforma della scuola che prevede l‘assunzione di circa 100.000 insegnanti precari e dà più poteri ai dirigenti scolastici, nonostante le proteste dei sindacati.

Uno striscione alzato da alcuni studenti nel corso di un corteo a Roma per protestare contro al riforma della scuola. REUTERS/Tony Gentile

I sì sono stati 316, i no 137, un astenuto. Il provvedimento passa ora al Senato.

“Emozionata e soddisfatta per l‘ok”, ha scritto su Twitter il ministro dell‘Istruzione Stefania Giannini subito dopo la votazione.

Circa 30 deputati della minoranza Pd non hanno partecipato al voto finale in segno di dissenso, e in un documento comune chiedono al partito di impegnarsi per nuove modifiche al Senato.

“Abbiamo la maggioranza assoluta, il voto è andato bene anche stavolta. Adesso aspettiamo con assoluta fiducia il voto al Senato”, ha commentato il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi.

Ma la forte adesione allo sciopero nazionale della scuola del 5 maggio scorso aveva allarmato il governo, nel mese delle elezioni regionali, portando il premier Matteo Renzi a toni più concilianti con l‘opposizione e ad escludere il ricorso alla fiducia.

Alcune proposte di modifica sono state accettate dal governo durante l‘esame del ddl a Montecitorio e lo stesso Renzi ha risposto alla critica di non avere assunto tutti i precari - in 50.000 rimarrebbero esclusi dalla regolarizzazione -, promettendo che nel 2016 sarà bandito un concorso per altri 60.000 posti e che saranno investiti 4 miliardi nell‘edilizia scolastica.

Il governo ha accettato inoltre lo stralcio di una norma che

consentiva di destinare il 5x1000 in dichiarazione dei redditi alla scuola dei propri figli, contestata da M5s e sinistra perché avrebbe discriminato le scuole con famiglie a più basso reddito.

“Ne riparleremo nella legge di Stabilità”, ha detto Renzi intervenendo stamattina a radio Rtl.

Le critiche dei sindacati si appuntano soprattutto sui maggiori poteri concessi ai presidi, tra cui quello di assumere per chiamata diretta gli insegnanti per tre anni.

Ma le nuove proteste in vista degli scrutinii del prossimo mese saranno ridotte.

“L‘Autorità di garanzia per gli scioperi ha ricevuto, da parte delle sigle sindacali Unicobas, Cobas e Usb, le proclamazioni di due giorni di sciopero, da effettuarsi successivamente alla chiusura delle scuole, ma hanno esplicitamente escluso ogni forma di blocco degli scrutini per i cicli terminali del percorso scolastico (esami di terza media, maturità, abilitazioni professionali)”, si legge in una nota del Garante.

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