8 maggio 2015 / 14:03 / 3 anni fa

In Gran Bretagna trionfo inaspettato di Cameron, nazionalisti dominano in Scozia

LONDRA (Reuters) - I conservatori del primo ministro David Cameron hanno ottenuto una sorprendente vittoria alle elezioni politiche in Gran Bretagna, ottenendo la maggioranza assoluta dei seggi e smentendo i sondaggi elettorali che davano un testa a testa con i laburisti.

Il premier britannico David Cameron e la moglie Samantha rientrano a Downing Street dopo l'incontro con la regina Elisabetta, Londra, 8 maggio 2015. REUTERS/Stefan Wermuth

Sterlina, gilt e borsa di Londra salgono grazie al risultato del voto, che ha ribaltato le aspettative di un “parlamento sospeso” senza una maggioranza chiara.

Cameron ha incontrato la regina Elisabetta a Buckingam Palace per accettare il mandato di formare il primo governo a maggioranza conservatrice dalla sorprendente vittoria di John Major nel 1992.

Prima di rientrare, visibilmente soddisfatto, al numero 10 di Downing Street, Cameron ha detto che andrà avanti con il previsto referendum sull‘appartenenza del paese all‘Unione europea e ha promesso alla Scozia, che ha votato compatta il partito nazionalista, più devoluzione che “in qualsiasi altro posto al mondo”.

Ed Miliband, leader dei Laburisti all‘opposizione, si è dimesso poco dopo aver ammesso la sconfitta, dicendosi “profondamente dispiaciuto” per una “notte molto difficile e deludente”.

Si sono dimessi anche il leader dei liberal democratici Nick Clegg e quello degli indipendentisti Nigel Farage.

I conservatori ne hanno ottenuti 330 seggi dei 650 del Parlamento, mentre i laburisti si son ofermati a quota 232. I liberal democratici di centro sinistra, che hanno sostenuto il governo Cameron dal 2010, sono stati praticamente spazzati via, riducendo i seggi a otto da 57.

Il partito per l‘indipendenza britannica ha ottenuto un solo seggio, mentre i nazionalisti scozzesi hanno conquistato 56 dei 59 seggi a disposizione, contro i sei di cinque anni fa.

La sterlina ha guadagnato oltre due centesimi sul biglietto verde, a 1,55 dollari, per la prima volta da fine febbraio e sembra sulla strada per raggiungere il massimo contro l‘euro da gennaio 2009.

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