January 13, 2015 / 1:17 PM / 5 years ago

SCHEDA - Quirinale, come cambiano i numeri dei grandi elettori

(Reuters) - Domani mattina Giorgio Napolitano rassegnerà le dimissioni e scatteranno i 15 giorni entro i quali il presidente della Camera dovrà convocare parlamentari e rappresentanti delle Regioni per l’elezione del nuovo capo dello Stato.

Un corazziere al Quirinale. REUTERS/Tony Gentile

Poiché il Parlamento è lo stesso di quello che circa due anni fa rielesse alla sesta votazione Giorgio Napolitano - il 20 aprile 2013 con 738 voti - si potrebbe ritenere che la composizione dei grandi elettori sia la stessa, invece ci sono alcune importanti differenze.

* IL PLENUM E I SENATORI A VITA

Nel 2013 il plenum dei grandi elettori era formato da 1.007 persone, ora sarà di 1.009 portando il quorum dalla quarta elezione da 504 a 505.

La differenza è data dal numero dei senatori a vita. Erano 4 nel 2013 dei quali due sono deceduti (Giulio Andreotti ed Emilio Colombo) e due sono ancora in attività: Mario Monti e Carlo Azeglio Ciampi. A questi si sono aggiunti: Elena Cattaneo, Renzo Piano e Carlo Rubbia (nominati da Napolitano così come Claudio Abbado che è però deceduto) e lo stesso Napolitano che diventerà senatore a vita subito dopo le sue dimissioni. Passano quindi da 4 a 6 con 4 new entry.

* RAPPRESENTANTI DELLE REGIONI

Sono 58: 3 (due per la maggioranza e uno per l’opposizione) per ogni Regione tranne la Valle d’Aosta che ne indica uno solo. Rispetto al 2013 è cambiata la maggioranza, dopo nuove elezioni, in cinque Regioni: Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Calabria, Sardegna e Abruzzo. Nel 2013 queste 5 Regioni espressero 10 esponenti del centro destra (8 Pdl e 2 Lega) e 5 del Pd; ora saranno 10 di centrosinistra e 5 di centrodestra.

Le altre Regioni dovrebbero confermare come nel 2013 24 esponenti di centrosinistra e 19 di centrodestra.

* PARLAMENTARI

Benché non vi siano state nel frattempo nuove elezioni politiche, vi sono stati in Parlamento molti sommovimenti, passaggi di parlamentari da un gruppo a un altro, morte di alcuni gruppi e nascita di nuovi.

Il Pd aveva allora 293 deputati e 106 senatori; oggi ne conta 307 e 108 (con un saldo di +16).

Il Movimento 5 stelle aveva 109 deputati e 54 senatori; oggi sono 100 e 37 con altre defezioni annunciate (saldo attuale -26).

Il Pdl non esiste più: aveva 97 deputati e 91 senatori. Ora esiste Forza Italia (70 e 60) e Area popolare che unisce Ncd (ex Pdl) e Udc (che aveva 8 deputati e 2 senatori): sono 34 alla Camera e 36 al Senato.

La Lega Nord aveva 18 deputati e 16 senatori; oggi sono 20 e 15 (comprese le Autonomie).

Al centro Scelta civica aveva 38 deputati e 17 senatori, oggi ne ha 25 e 7; 8 di Per l’Italia sono ora in un nuovo gruppo alla Camera con i 5 già presenti del Centro democratico.

Sel contava 36 deputati e 7 senatori; oggi 26 e 7.

Fratelli d’Italia contava 9 deputati, invariati.

In sintesi, i movimenti maggiori sono stati: la spaccatura in due del Pdl, lo sfaldarsi dei grillini, il rafforzamento del Pd (che ha guadagnato con ingressi a sinistra da Sel e al centro da Scelta civica), lo sbriciolamento di Scelta civica.

(Paolo Biondi)

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