November 6, 2014 / 4:18 PM / 4 years ago

Lussemburgo, inchiesta media su accordi fiscali con aziende imbarazza Juncker

BRUXELLES (Reuters) - La Commissione europea stava già indagando sulle pratiche fiscali adottate dal Lussemburgo a favore delle multinazionali rivelate da un’inchiesta giornalistica che mette in imbarazzo il neo presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, per 24 anni primo ministro del Granducato.

Il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker. REUTERS/Francois Lenoir

La precisazione di un portavoce della Commissione arriva dopo che diversi giornali hanno pubblicato i risultati di un’inchiesta condotta dall’International Consortium of Investigative Journalists (Icij) in cui emerge una vasta evasione fiscale da parte delle grandi aziende tramite accordi segreti con il piccolo stato membro della zona euro.

Il capo dell’antitrust Ue Margrethe Vestager ha dichiarato pochi minuti fa che i regolatori dell’Unione non hanno ancora deciso se gli accordi fiscali in questione violino o meno le regole del blocco sugli aiuti di stato.

Secondo Icij più di 300 di grandi aziende multinazionali hanno siglato accordi riservati con il Granducato per ridurre gli oneri fiscali, utilizzando le sussidiarie in Lussemburgo.

Tra queste anche diverse società e banche italiane, oltre a colossi internazionali come Pepsi, Aig e Deutsche Bank.

Sul sito del Consorzio sono stati pubblicati più di 28.000 pagine di documenti riservati (bit.ly/1zwPjbv), tra cui centinaia di accordi fiscali privati concessi dal Lussemburgo alle imprese in cerca un regime fiscale favorevole.

“La Commissione sta già agendo”, ha ricordato questo pomeriggio Margaritis Schinas, portavoce dell’esecutivo Ue, ricordando come l’ex commissario Ue alla competitività Joaquin Almunia “abbia presentato un numero di casi in quest’area” e assicurando che la commissione “continuerà ad agire” nei prossimi cinque anni “per assicurare che un adeguato rafforzamento della normativa sugli aiuti di Stato”.

Bruxelles ha fatto sapere a ottobre di aver aperto un’indagine su un accordo fiscale tra il Lussemburgo e Amazon mentre, a settembre, aveva dichiarato che le concessioni fiscali garantite dal Granducato a Fiat avrebbero potuto costituire un aiuto di Stato.

Schinas ha anche affermato che Juncker, che ha assunto l’incarico di presidente della Commissione Ue questo mese, non si asterrà da nessuna decisione riguardante un accordo fiscale del Lussemburgo presa dall’intera Commissione.

“Il signor Jucker è presidente della Commissione... non può astenersi da qualcosa che presiede”. Juncker non ha partecipato a una conferenza stampa prevista oggi a Bruxelles, in cui era in programma un suo intervento.

L’attuale premier lussemburghese Xavier Bettel, replicando all’inchiesta di Icij, ha sottolineato come il proprio paese abbia rispettato le leggi fiscali internazionali.

In una breve conferenza stampa Bettel si è limitato a dire che il Lussemburgo non ha infranto alcuna legge e che non è il solo Paese a tollerare la pianificazione fiscale utilizzata dalle grandi aziende.

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