October 28, 2014 / 3:14 PM / 5 years ago

Ilva, giudice Milano sblocca e destina ad azienda 1,2 miliardi sequestrati

MILANO (Reuters) - Il giudice per le indagini preliminari di Milano Fabrizio D’Arcangelo ha accolto la richiesta del commissario governativo dell’Ilva e ha deciso di sbloccare e destinare all’azienda siderurgica il miliardo e 200 milioni sequestrati alla famiglia Riva nell’ambito di una inchiesta per truffa allo Stato.

Operai dell'Ilva durante una manifestazione. REUTERS/Alessandro Garofalo

Lo hanno riferito fonti vicine al dossier, fonti giudiziarie e lo si evince dal provvedimento che Reuters ha potuto leggere.

In particolare, il giudice conclude che “sussitono, pertanto, tutti i presupposti per disporre il trasferimento, in conto futuro aumento di capitale, ad Ilva Spa, della somma di 1,2 miliardi di euro, in danaro e titoli mobiliari, sottoposta a sequestro... disponendo, al contempo, la conversione del sequestro preventivo sui predetti beni, in sequestro del credito a titolo di futuro aumento di capitale”.

“Le azioni di nuova emissione - scrive il gip D’Arcangelo - dovranno essere intestate al Fondo unico giustizia e, per esso, al gestore ex lege Equitalia Giustizia Spa che opererà la gestione di tali titoli sulla base delle indicazioni fornite dall’autorità giurisdizionale procedente”.

FONDI SERVIRANNO A BONIFICA AMBIENTALE

La richiesta di trasferimento dei fondi all’azienda era stata avanzata dal commissario governativo, l’ex ministro Pietro Gnudi, per finanziare il piano di bonifica ambientale dell’azienda, che secondo l’ex subcommissario Edo Ronchi vale complessivamente circa 1,8 miliardi di euro.

I fondi sono stati sequestrati nell’ambito di un’inchiesta sul rientro in Italia - grazie al cosiddetto scudo fiscale - di denaro fatto figurare come patrimonio familiare e che invece sarebbe stato prelevato dalle casse dell’azienda.

Nel corso dell’udienza del 17 ottobre scorso, la difesa di Adriano Riva - principale indagato nell’inchiesta, dopo la morte del fratello Emilio - ha sollevato eccezione di incostituzionalità, affermando che la misura richiesta sarebbe anche contraria alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

I pubblici ministeri Stefano Civardi e Mauro Clerici, sulla richiesta del commissario Gnudi, si erano rimessi alla volontà del giudice, precisando però che in caso di una decisione favorevole i fondi dovranno andare al piano ambientale di Ilva, e non per altri scopi.

L’azienda deve attuare - entro agosto 2016 - le prescrizioni della nuova Autorizzazione integrata ambientale (Aia) decisa dal governo Monti dopo che nell’estate del 2012 la procura sequestrò gran parte degli impianti di Taranto, la più grande acciaieria d’Europa, nell’ambito di un’inchiesta per disastro ambientale.

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