February 11, 2020 / 4:02 PM / in 5 months

PUNTO 1-Banche popolari, per Avvocato Ue riforma non viola norme, Pop Sondrio corre in borsa

(Aggiunge dettagli, andamento titolo Pop Sondrio)

MILANO, 11 febbraio (Reuters) - La riforma delle banche popolari varata nel 2015 non viola le norme europee.

Lo afferma l’Avvocato generale della corte Ue aprendo la strada ad una sentenza favorevole della Corte di giustizia europea verso la riforma rimasta incompiuta dopo il ricorso promosso da alcuni soci di banche popolari e associazioni di consumatori.

Il parere del’Avvocato generale non è vincolante ma i giudici della Corte Ue normalmente tengono conto dell’opinione dell’avvocatura generale nelle proprie sentenze.

In base alla riforma di cinque anni fa targata Renzi, in caso di superamento della soglia di 8 miliardi di attivi, la banca dovrà trasformarsi in Spa oppure, in alternativa, ridurre i propri asset, altrimenti dovrà procedere alla liquidazione.

Le uniche due banche a non avere ottemperato alla riforma sono Banca Popolare di Sondrio e Banca Popolare di Bari.

La notizia relativa al parere dell’Avvocato generale ha spinto in netto rialzo il titolo Pop Sondrio in borsa sulle speculazioni relative alla trasformazione in Spa, passaggio che l’istituto è stato sempre poco propenso a compiere e che ha rimandato fino alla conclusione della controversia.

Alle 16,45 circa Pop Sondrio segna un balzo del 7,9% a 2,2 euro con forti volumi, quasi sei volte la media mensile.

Secondo l’avvocatura generale, “il diritto dell’Unione non impone né osta a una normativa nazionale che prescrive la predetta soglia di attivo di 8 miliardi di euro”, si legge in una nota.

I quesiti sulla legittimità della riforma, sulla quale la Corte Costituzionale aveva espresso parere favorevole, erano stati sottoposti al Consiglio di Stato che a sua volta li aveva rimessi alla Corte di Giustizia Ue.

Le questioni sollevate riguardano in particolare l’imposizione della soglia dell’attivo sopra la quale una popolare è obbligata a trasformarsi in Spa e le disposizioni sul limite o esclusione del diritto di recesso.

Per l’Avvocato Ue, l’imposizione della soglia, anche se limita la libertà di circolazione dei capitali e può ridurre l’interesse degli investitori ad acquisire una partecipazione in una popolare, “appare giustificata dalla finalità di garantire una sana governance e la stabilità del settore bancario nel suo complesso in Italia e, in particolare, del settore bancario cooperativo”.

Sul diritto di recesso prevale, invece, un “interesse pubblico a garantire un’opportuna salvaguardia prudenziale” nei confronti della banca “rispetto agli interessi privati dei soci che intendono ottenere il rimborso delle proprie azioni”, prosegue l’Avvocato generale.

Andrea Mandalà, in redazione a Milano Cristina Carlevaro

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