January 29, 2020 / 11:29 AM / 7 months ago

Virus, rientrati dalla Cina cittadini Giappone, Usa, balzano a 6.000 i casi confermati

PECHINO/SHANGHAI, 29 gennaio (Reuters) - Gli Stati Uniti e il Giappone hanno fatto rientrare oggi i loro cittadini dalla città cinese focolaio dell’epidemia del nuovo virus, con il bilancio delle vittime che è salito rapidamente a 132, mentre viene segnalato il primo caso in Medio Oriente.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha detto di avere fiducia nell’abilità della Cina di contenere il coronavirus ma crescono i timori dopo che le autorità sanitarie hanno segnalato che i casi confermati sono balzati a 5.974 da 1.459 casi.

Il numero di casi in Cina ora supera la soglia dei 5.327 contagiati dal coronavirus Sars, che ha fatto circa 800 vittime nel mondo tra il 2002 e il 2003.

Circa 60 casi, ma nessuna vittima, sono stati riportati in 15 altri paesi, tra cui gli Stati Uniti, la Francia e Singapore. Gli aeroporti in tutto il mondo sono impegnati in controlli dei passeggeri provenienti dalla Cina.

Tuttavia, in quello che potrebbe essere un grosso passo avanti nel contenimento della malattia, gli scienziati in Australia affermano di aver sviluppato in laboratorio una versione del coronavirus, la prima ricreata fuori dalla Cina.

Le strade di tante grandi città cinesi sono deserte, con il numero di vittime del virus, simile all’influenza, in aumento di 26 a 132, quasi tutte nella provincia di Hubei, con capitale a Wuhan, dove il virus è emerso il mese scorso in un mercato di carne di animali selvatici.

La provincia centrale, abitata da circa 60 milioni di persone, è virtualmente in quarantena.

I timori crescono anche per l’impatto del virus sulla seconda maggiore economia al mondo, mentre le compagnie aeree cancellano i voli verso la Cina - come British Airways, l’ultima ad annunciare la sospensione - e le aziende di tutto il mondo riducono il numero di viaggi in Cina per i loro dipendenti.

Settori come quello minerario e del lusso risentono dei timori per una possibile pandemia.

La borsa di Hong Kong ha chiuso pesante dopo la pausa per il Capodanno lunare. I settori del gioco d’azzardo e finanziario hanno zavorrato l’indice Hang Seng, in ribasso del 2,5% ai minimi di sette mesi.

Gli altri mercati, tuttavia, contengono le perdite, con le borse in Giappone, Australia, Corea e India stabili o in rialzo, mentre le valute rimangono per lo più stabili.

La borsa di Shanghai riaprirà i battenti il 3 febbraio.

“Per come la vediamo, il peggio deve ancora arrivare”, scrive in una nota il broker giapponese Nomura, riferendosi alle possibili ricadute sull’economia cinese.

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