27 agosto 2008 / 15:55 / tra 9 anni

Borsa Milano piatta, ok energetici e Pirelli, giù finanziari

MILANO (Reuters) - Piazza Affari archivia attorno alla parità una seduta che era stata negativa nella prima parte e che è un po’ migliorata nel pomeriggio grazie a Wall Street.

I trader sottolineano le indicazioni confortanti arrivate dai dati sull‘inflazione in Germania e sugli ordini di beni durevoli negli Usa.

La ripresa della corsa dei prezzi del petrolio si è tradotta in acquisti di titoli energetici e vendite di ciclici.

Uno scossone al listino è arrivato dalle semestrali.

In chiusura, l‘indice S&P/Mib perso lo 0,07%, mentre il Mibtel ha guadagnato lo 0,08% e l‘AllStar è arretrato dello 0,07%. Volumi per un controvalore di circa 2,35 miliardi di euro.

* FONDIARIA-SAI è la peggiore del listino: è caduta del 5,93% dopo i risultati semestrali, che hanno visto l‘utile netto scendere del 22,7%. Preoccupa l‘assenza di chiarezza sull‘outlook.

* Il semestre ha pesato anche su UBI BANCA, in calo del 3,15%.

* Male le altre banche, che hanno fatto peggio dello stoxx di settore, invariato. POP MILANO ha lasciato sul terreno il 2,74%, UNICREDIT lo 0,79%, MEDIOLANUM l‘1,21% e BANCO POP lo 0,77%.

* Gli operatori hanno interpretato i risultati di Ubi e quelli di ieri di Pop Milano come un antipasto di quello che potrebbero comunicare le altre banche. Similmente, FonSai ha gettato un‘ombra sugli assicurativi: UNIPOL -1,24%, ALLEANZA -0,85% e GENERALI -0,36%.

* Buone notizie, invece, dalla semestrale di PRYSMIAN, che ha messo a segno un progresso del 3,32%. Gli analisti che seguono la società attiva nella produzione di cavi sottolineano l‘outlook positivo in termini di Ebitda.

* Curiosamente, dopo la pubblicazione dei conti di Prysmian è scattato un rally di PIRELLI (+4,72%), sebbene il gruppo di Marco Tronchetti Provera non abbia più legami con l‘ex Pirelli Cavi. I trader non hanno altra giustificazione di questo movimento, se non una sorta di simpatia fra Pirelli e Prysmian. Un analista tecnico dice che Pirelli “ha rotto una resistenza importante posta a 0,46 euro”. Un analista che segue Pirelli dice che il movimento “non è attribuibile ai fondamentali”, visto che “la quotazione attuale è vicina ai valori di Nav”.

* Il balzo del greggio ha sostenuto gli energetici: TENARIS +3,47%, SAIPEM +2,01%, ENI +1,2%.

* Bene anche le utilities, tradizionale porto sicuro nei periodi d‘incertezza: TERNA +2,91%, A2A +0,34%.

* IMPREGILO ha guadagnato l‘1,25% nella giornata in cui il consorzio di cui è a capo ha siglato il contratto per la realizzazione della Pedemontana lombarda.

* MEDIASET (-0,1%) ha perduto terreno nel finale. In precedenza, il titolo era stato tonico, aiutato da Goldman, che, nella revisione delle società del settore media in Europa, ha alzato il giudizio a “neutral” da “sell”.

* La banca d‘investimento ha affibbiato un “sell” a SEAT, che è scesa del 5,28%.

* Terzo giorno consecutivo in lettera per ATLANTIA: -2,33%. I trader attribuiscono la debolezza alla partecipazione alla cordata per il salvataggio di Alitalia.

* La questione Alitalia continua a pesare sulle società che fanno riferimento a Roberto Colaninno, presidente in pectore della società che rileverà la compagnia aerea: IMMSI -2,88% e PIAGGIO -3,12%.

* Il mercato non ha apprezzato la semestrale di AUTOGRILL, -1,77%. Un‘operatrice parla di “risultati sostanzialmente in linea con le attese”.

* Autogrill ha pagato dazio anche all‘indebolimento del dollaro, che si è tradotto in vendite su LUXOTTICA, -2,15%, BULGARI, -1,27%, e GEOX, -0,91%.

* TISCALI è balzata del 6,61%, con scambi pari al 3,8% circa del capitale. Analisti e dealer giustificano il rally con la speranza di novità dal dossier cessione.

* Fra le small e mid cap, TAS, che comunicherà la semestrale domani, sospesa per gran parte della seduta, ha terminato con un rialzo del 13,28%. Una fonte finanziaria ricorda che la società “ha un flottante basso, pari al 10% circa del capitale”. Alcuni trader ipotizzano che il fondo Audley Capital Management, che controlla l‘88,494% del capitale, possa varare una nuova opa finalizzata al delisting.

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