20 febbraio 2009 / 16:55 / tra 9 anni

RPT-Borsa Milano a picco con finanziari, crollo Intesa e B.Pop

Precisa comunicato Pirelli

MILANO, 20 febbraio (Reuters) - Piazza Affari archivia una seduta in profondo rosso, caratterizzata da una discesa dell‘indice S&P/Mib abbondantemente sotto la barriera dei 16.000 punti, con un minimo storico segnato in chiusura di 15.530 punti.

Ancora una volta sono stati i titoli bancari a scandire il ritmo della danza macabra del listino di Milano. I timori su un‘ondata di nazionalizzazioni degli istituti, in Europa e negli Stati Uniti, hanno mandato a picco il comparto: lo stoxx europeo .SX7P è caduto del 6,32%.

Quando le contrattazioni erano in dirittura d‘arrivo, poi, è arrivato il via libera di Bruxelles al cosiddetto “Tremonti bond”, che un operatore considera “una nazionalizzazione di fatto delle banche”.

“Non si vede la fine del tunnel per i finanziari”, sintetizza un dealer.

Un operatore ricorda anche scadenze tecniche che hanno pesato negativamente.

In chiusura, l‘indice S&P/Mib .SPMIB ha perso il 5,88%, il Mibtel .MIBTEL il 4,92% e l‘AllStars .ALLST l‘1,52%. Volumi per un controvalore pari a circa 2 miliardi di euro.

* INTESA SANPAOLO (ISP.MI) ha lasciato sul terreno il 15,34%, con scambi pari a oltre il doppio della media. Il titolo del gruppo guidato da Corrado Passera ha rotto il supporto collocato a 2 euro, un livello che un analista tecnico definisce “molto, molto importante”. Infatti, il titolo è precipitato fino a un minimo di 1,78 euro. Un trader ritiene che Intesa “si stia allineando alle valutazioni dei competitor”, in particolare di UNICREDIT (CRDI.MI) (-8,71%). Peraltro, sottolinea l‘analista tecnico, il titolo di Piazza Cordusio ha sfondato il supporto di 1 euro, altro livello fondamentale. Stamattina, la controllata polacca Pekao BAPE.WA ha annunciato una flessione dell‘utile minore delle previsioni, ma dopo forti accantonamenti per crediti a rischio superiori alle attese.

* BANCO POPOLARE BAPO.MI, altro istituto che gli operatori si attendono ricorrerà al Tremonti bond, è caduto dell‘11,82%.

* Meno peggio le altre banche: UBI (UBI.MI) -5,53% e MEDIOBANCA -4,39%.

* Il tracollo della francese (AXAF.PA), bocciata per via della trimestrale, e dell‘olandese Ing ING.AS, che ha lanciato un bond da 4 miliardi di euro garantito dal governo, ha affondato lo stoxx europeo degli assicurativi .SXIP: -5,98%. In Italia, ALLEANZA ALZI.MI è caduta dell‘8,96%, GENERALI (GASI.MI) del 6,26% e FONDIARIA SAI FOSA.MI del 3,69%.

* Le società industriali hanno tenuto meglio rispetto ai finanziari. “Quando partirà la ripresa”, commenta un dealer, “non saranno certo le banche a guidarla”. FIAT FIA.MI, per esempio, ha limitato la flessione al 3,65%, facendo meglio rispetto allo stoxx dell‘auto .SXAP (-4,68%). Nel comparto, PIRELLI PECI.MI è arretrata del 5,09%: il gruppo ha precisato che non è stata definita nessuna operazione con la tedesca Continental in vista di un‘integrazione. Addirittura positive BREMBO (BRBI.MI), +2,92%, e PIAGGIO (PIA.MI), invariata.

* In controtendenza SEAT PAGINE GIALLE PGIT.MI, salita dello 0,72% dopo la presentazione agli analisti del piano industriale. Le SEAT RISPARMIO PGn.MI sono avanzate del 5,56%.

* Le utilities hanno confermato di avere una natura difensiva e hanno sovraperformato il mercato: TERNA (TRN.MI) +0,7%, SNAM RETE GAS (SRG.MI) +0,25% e A2A (A2.MI) -2,46%, mentre ENEL (ENEI.MI) è scesa del 2,97% nella giornata in cui si è chiusa la partita con Acciona (ANA.MC) su Endesa (ELE.MC).

* Qualche spunto nei comparti ciclici, che, secondo l‘interpretazione ottimistica di un operatore, “guideranno la ripresa dell‘economia nella seconda parte dell‘anno”. I media, per esempio, si sono ben comportati: L‘ESPRESSO ESPI.MI -1,9%, MEDIASET (MS.MI) -1,47% e MONDADORI (MOED.MI) -2,55%. Lo stoxx europeo del settore è calato dell‘1,87%.

* Anche il retail sembra posizionarsi in vista di un rilancio dell‘economia: LUXOTTICA (LUX.MI), dopo che Morgan Stanley ha alzato il rating a “overweight” da “underweight”, ha perso lo 0,27%, mentre GEOX (GEO.MI) è calata dell‘1,35%.

* Fra le small e mid cap, MUTUIONLINE (MOL.MI) è salita del 5,02%. Un trader ricorda un “buy” recente da Equita e ritiene che sul titolo potrebbe avere impattato positivamente la chiusura degli uffici di Milano di Ge Money Bank, che “consentirà a MutuiOnline di guadagnare quote di mercato”.

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