16 settembre 2008 / 15:52 / 9 anni fa

Borsa Milano pesante con finanziari ed Eni, ok società export

MILANO (Reuters) - Seconda giornata consecutiva in ribasso per Piazza Affari, che, in linea con gli altri listini europei, è stata travolta dall‘uragano provocato dal ricorso al Chapter 11 di Lehman Brothers.

<p>Un tabellone con gli indici di borsa REUTERS/Lee Jung-hoon/Yonhap</p>

Nel pomeriggio, dopo la trimestrale di Goldman Sachs, i mercati sono stati interessati da quello che un‘operatrice non esista a definire “panic selling”. Successivamente, alla luce dell‘andamento di Wall Street, si è assistito a un recupero.

Venduti a piene mani i titoli finanziari, mentre un limitato sostegno è arrivato da difensivi, alcuni industriali e dalle società sensibili ai cambi, premiate dall‘indebolimento dell‘euro.

“E’ la peggiore crisi finanziaria dopo il 1929”, sintetizza un dealer. “Ci saranno difficoltà anche per banche europee e italiane, perché la crisi Usa è troppo violenta perché ne siano rimaste illese”, aggiunge un‘operatrice.

In chiusura, l‘indice S&P/Mib ha perso il 2,72%, a 26.589 punti, dopo essere scivolato sino a 26.299 punti, nuovo minimo dell‘anno: il precedente punto più basso, 26.464 punti, era stato toccato il 16 luglio scorso. Il Mibtel è arretrato del 2,52% e l‘AllStars dello 0,53%.

Scambi molto intensi, per un controvalore pari a circa 7,3 miliardi di euro.

* Sebbene più resistenti rispetto alle concorrenti europee, grazie, sottolineano i trader, alla minore esposizione agli asset deteriorati, le banche e le compagnie assicurative italiane hanno vissuto una giornata in profondo rosso. MEDIOLANUM è caduta del 6,55%, con scambi pari a circa cinque volte la media, dopo aver comunicato un‘esposizione verso Lehman pari allo 0,5% degli asset totali.

<p>Trader in un'immagine d'archivio. REUTERS/Darren Whiteside</p>

* Poco meglio gli altri istituti: UNICREDIT -4,44%, INTESA -4,72%, MONTEPASCHI -3,23% e POP MILANO -3,02%.

* In lettera gli assicurativi, che risentono dell‘attesa di un tracollo del colosso Aig: detto di Mediolanum, FONDIARIA-SAI ha lasciato sul terreno il 3,87%. Minore il rosso di ALLEANZA (-1,6%), GENERALI (-0,79%) e UNIPOL (-1,23%).

* Giornata terribile per gli energetici, affossati dalla flessione dei prezzi del greggio. ENI è arretrata del 4,62%: un trader rileva che, se dovesse proseguire su questa strada, alla luce della politica di dividendi, il titolo del Cane a sei zampe “arriverà a rendere oltre il 10% e qualcuno, probabilmente, comincerà a fare due conti e a comprare”. Eni ha toccato il nuovo minimo dell‘anno a 18,86 euro. Nel comparto, SAIPEM è scesa del 4,39% e TENARIS del 3,34%. Fuori dal paniere principale, ACTELIOS è precipitata del 15,91%. Per quanto riguarda le società attive nelle infrastrutture energetiche, PRYSMIAN è calata dell‘1,86% e MAIRE TECNIMONT del 10,39%.

* In controtendenza le società maggiormente sensibili ai cambi, premiate, dicono i trader, dall‘indebolimento dell‘euro. AUTOGRILL ha guadagnato il 2,59%, BULGARI l‘1,49% e LUXOTTICA il 2,76%. Fra le small e mid cap, STEFANEL è avanzata del 7,81%.

* Rimbalzo dei media, settore, evidenziano gli operatori, massacrato da mesi: MONDADORI +2,33%, MEDIASET +1,13% e L‘ESPRESSO +0,43%.

* Acquisti sparsi su alcuni industriali, che non trovano motivazioni fra gli operatori, salvo parlare di rimbalzo tecnico. PIRELLI ha guadagnato il 2,49%, FIAT l‘1,91%, FINMECCANICA lo 0,39% e BUZZI UNICEM lo 0,89%. Fuori dal paniere principale, PININFARINA è balzata del 9,46%: un dealer ricorda l‘attesa per il piano di rilancio.

* Si confermano difensive le utilities: SNAM RETE GAS è salita dello 0,9%, mentre ENEL ha limitato il calo all‘1,06%, A2A allo 0,78% e TERNA all‘1,2%. In controtendenza EDISON, che ha perso il 5,24%: un trader lo indica fra i titoli speculati dagli hedge fund, così come le DANIELI RISP, cadute del 10,56%.

* Fra le small e mid cap, andamento diametralmente opposto per le utilities coinvolte nel processo di aggregazione per dare vita a un grande gruppo del Centro-Nord al momento in fase di stallo: HERA è salita del 4,90% ed ENIA del 3,76%, mentre IRIDE è arretrata dell‘11,87%.

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