2 settembre 2011 / 15:51 / tra 6 anni

Borsa Milano chiude in netto calo, venduti bancari e auto

MILANO, 2 settembre (Reuters) - Piazza Affari chiude l‘ultima seduta della settimana in forte ribasso con i mercati depressi dal deludente dato sull‘occupazione americana.

Secondo i dati diffusi dal Dipartimento del lavoro Usa, ad agosto la crescita dell‘occupazione statunitense ha visto una brusca frenato con il numero degli occupati non agricoli rimasto invariato - il dato più debole dallo scorso settembre - a fronte di attese per un incremento di 75.000.

Il mercato attendeva numero bassi ma il dato pubblicato nel primo pomeriggio ha riacceso i timori sullo stato di salute dell‘economia americana alimentando sui listini azionari le prese di profitto che già avevano contraddistinto la prima parte della seduta.

Colpiti in particolare modo i bancari in tutta Europa mentre torna ad allargarsi lo spread Btp/Bund IT10DE10=TWEB oltre i 330 punti, al livello più alto dall‘inizio degli acquisti della Bce, lo scorso 8 agosto.

“Già in mattinata il mercato era debole sull‘attesa dei dati dell‘occupazione Usa che poi sono stati anche peggiori delle attese”, ricorda un‘operatrice.

“E’ una debacle, gli spread si allargano, il mercato ha voglia di scendere, ci si butta sugli asset più difensivi come il franco svizzero. Nelle loro stime gli analisti iniziano ad esercitarsi simulando un contesto recessivo come i livell del 2008 e 2009. In queste condizioni è veramente difficile essere ottimisti”, aggiunge.

L‘indice FTSE Mib .FTMIB termina in calo del 3,89%, l‘AllShare .FTITLMS del 3,67% e lo Star .FTSTAR dell‘1,89%. Volumi intorno a 1,6 miliardi di euro.

* In Europa l‘indice benchmark FTSEurofirst 300 .FTEU perde il 2,54%.

* Le vendite colpiscono tutti i settori, ma si accaniscono in particolare sui bancari e automotive.

L‘indice Stoxx europeo dei bancari .SX7P perde il 4,3% trascinato dai big del settore come Banco Santander (SAN.MC), Bnp Paribas (BNPP.PA), Ubs UBSN.VX e Barclays (BARC.L).

A Milano, le peggiori sono POP MILANO PMII.MI e UBI (UBI.MI), entrambe in calo del 6,5% circa.

Ad arginare il ribasso della popolare milanese non sono bastate le parole di apertura del presidente Massimo Ponzellini verso un eventuale ingresso del fondo Sator di Matteo Arpe nel capitale della banca in occasione della sua prossima ricapitalizzazione.

Su Ubi pesa anche il taglio del rating a lungo termine (ad A2 da A1) da parte di Mood’s annunciato ieri sera.

Nel resto dei bancari BANCO POPOLARE BAPO.MI perde il 5,5%, UNICREDIT (CRDI.MI) il 5,3%, INTESA SANPAOLO (ISP.MI) il 4,8%.

“L‘allargamento dello spread Btp/Bund ha certamente un effetto negativo sulle banche italiane ma è una brutta seduta per tutto il settore in Europa. A trascinare giù il comparto sono le big europee e non tanto le banche italiane”, commenta un trader.

L‘indice Thomson Reuters del settore bancario italiano .TRXFLDITPBANK è in calo del 4,3%.

* In un contesti di forte debolezza per tutto il settore auto in Europa (Stoxx .SXAP -4,6%), FIAT FIA.MI cede quasi il 5%; le sue immatricolazioni in Italia il mese scorso sono scese del 3% circa contro un mercato in lieve crescita, mentre le vendite Chysler negli Usa hanno registrato un forte incremento. Giù anche la controllante EXOR (EXOR.MI) a -6,4%. FIAT INDUSTRIAL FI.MI perde il 4,2% e PIRELLI PECI.MI il 5,5% circa.

* Molto debole PRYSMIAN (PRY.MI) (-5,7%) che oggi soffre anche un downgrade a “neutral” di un broker estero per la sua esposizione al ciclo economico. Pesante, nello stesso settore, è anche ITALCEMENTI ITAI.MI in calo del 7% circa.

* Resistono alle vendite la difensiva PARMALAT (PLT.MI), unico titolo del paniere principale in tererno positivo con +1,14% e BULGARI BULG.MI (+0,08%).

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