23 febbraio 2011 / 10:29 / 7 anni fa

Borsa Milano, in lieve recupero, rimbalza Eni, banche,giù Edison

MILANO, 23 febbraio (Reuters) - Piazza Affari prosegue debole, in una seduta ancora dominata dagli effetti della crisi libica, anche se la ripresa delle banche sta consentendo al mercato di fare meglio delle altre borse europee.

“Dopo la tenpesta che si è abattuta questi giorni oggi c’è una tregua”, osserva un broker.

Intorno alle 11,00 l‘indice FTSE MIb .FTMIB cede lo 0,07%, l‘Allshare .FTITLMS lo 0,10%.

Dopo due sedute molto negative ENI (ENI.MI) recupera e sale dello 0,4%, facendo meglio del settore oil&gas europeo debole. Il titolo era partito male anche oggi, per poi recuperare. Nelle sale operative si sta ragionando sugli impatti della chiusura del gasdotto che porta gas all‘Italia pari al 10% dei consumi nazionali “che sicuramente c’è ma le ripercussione potrebbero essere compensate dell‘aumento del prezzo del greggio che ha un impatto sulla reddittività del gruppo”, osserva un analista di una banca d‘affari straniera.

Resta pesante invece, SAIPEM (SPMI.MI) in clao dell‘1,36%, mentre SNAM (SRG.MI) sale dello 0,2%.

Giù anche EDISON EDN.MI (-1,65%), primo cliente del gasdotto Eni GreenStream, che porta il gas dalla Libia a Gela in Sicilia, ma secondo i trader oggi penalizzata dalle indiscrezioni di stampa di una “tregua armata sulla governance fra i soci italiani e francesi che fa venire meno l‘appeal speculativo legato alle ipotesi di un‘Opa di Edf”, dice un broker.

Bene ENEL (ENEI.MI) in salita dello 0,4%. Un trader cita l‘upgrade di un broker. Va molto bene la controllata di Enel, ENEL GREEN POWER EGP.MI, in crescita dell‘1,45%. “la chiusura di GreenStream avvantaggia le società che producono energia da fonti rinnovabili per ovvie ragioni”, sottolinea un altro.

Mala la galassia FIAT FIA.MI ma per ragioni tecniche. “Fiat ha bucato un grosso supporto”, dice un trader. Secondo un altro sul titolo potrebbe impattare anche l‘incremento del prezzo della benzina “che potrebbe rallentare le vendite e l‘utilizzo delle auto”. FIAT INDUSTRIAL FI.MI perde l‘1,55%. Giù anche pIRELLI PECI.MI che cede l‘1,9%.

Bene le banche, come INTESA SP (ISP.MI) in salita dell‘1,5% e UNICREDIT (CRDI.MI) (+1,31%), quest‘ultima particolaremente colpita dalla crisi libica a causa della presenza nell‘azionariato della Lia, anche se si dovrebbe andare verso un congelamento dei diritti di voto oltre il 5% della partecipazione dei libi.

GENERALI (GASI.MI) poco mossa nel giorno del Cda. Poco fa Vincent Boloré ha detto che i risultati sono piuttosto favorevoli.

Giancarlo Navach

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