24 agosto 2010 / 09:51 / tra 7 anni

Borsa Milano conferma debolezza, pesano cementieri e bancari

MILANO, 24 agosto (Reuters) - Si conferma la debolezza a Piazza Affari così come su tutte le borse europee dopo la temporanea euforia di ieri sulla scia delle notizie in tema di M&A.

I volumi degli scambi, come nelle ultime sedute, sono bassi e a pesare sul listino sono soprattutto le vendite sul settore del cemento e delle costruzioni, sulla scia delle scarse prospettive sul settore, ma anche il ritracciamento delle banche, dopo il tentativo di recupero della vigilia.

“Dopo la buona giornata di ieri sui movimenti dell‘M&A, oggi sembrano tornare i soliti temi che deprimono le borse, come i timori sulla crescita, deficit pubblici etc.. Nello specifico queste preoccupazioni sono alla base della debolezza dei cementieri”, dice un trader ricordando il profit warning del produttore irlandese Crh (CRH.I).

Attorno alle 11,30 l‘indice FTSE Mib .FTMIB registra un calo dell‘1,3%, l‘AllShare .FTITLMS dell‘1,2% mentre il Mid Cap .FTITMC arretra dell‘1,15% Volumi sottili, pari a poco oltre mezzo miliardo di euro circa.

* Cementieri al centro di vendite in tutta Europa .SXOP sull‘annuncio di Chr che prevede utili in calo del 10% quest‘anno a causa dei crescenti timori sull‘economia degli Stati Uniti e sulla bocciatatura del big mondiale Lafarge LAFP.MI a “underperform” da “neutral” da parte di BofA Merrill Lynch proprio sulle incertezze sul settore.

A Milano torna la lettera su ITALCEMENTI ITA.MI che perde il 3% a 5,69 euro dopo avere aggiornato i minimi annuali di 5,54 euro, mentre Buzzi Unicem (BZU.MI) arretra del 2,46% a 7,3 euro sopra i minimi dell‘anno toccati in mattinata a quota 7,24 euro.

Sulla scia di Italcementi, la controllante ITALMOBILIARE (ITMI.MI) cede il 4%.

* Il clima negativo sul comparto trascina al ribasso anche il costruttore IMPREGILO IPGI.MI, in calo del 2,34%.

* Debolezza sui bancari dopo le buone prestazioni della vigilia, mentre Goldman Sachs ha limato i target price dei principali istituti di Piazza Affari, in attesa dell‘ultima tornata di trimestrali in settimana.

“Le fonti di preoccupazioni sul settore sono sempre incentrate in primo luogo sulla qualità del credito e sui deboli margini di interesse”, commenta un trader.

UNICREDIT (CRDI.MI), BANCO POPOLARE BAPO.MI, UBI (UBI.MI) e MEDIOBANCA (MDBI.MI) perdono il 2% circa seguite, con perdite nell‘ordine dell‘1,5% da POP MILANO PMII.MI, INTESA SANPAOLO (ISP.MI) e MPS (BMPS.MI)

* Tra i peggiori del FSTE Mib vi sono anche gli industriali PRYSMIAN (PRY.MI), STM (STM.MI) e FINMECCANICA SIFI.MI.

* Perdite limitate sui difensivi come TERNA (TRN.MI) e SNAM (SRG.MI), mentre si muovovo in leggero territorio positivo AUTOGRILL (AGL.MI) e PARMALAT (PLT.MI).

* Tra i minori prosegue la corsa di OLIDATA (OLI.MI) (+7%), riprendono gli acquistui su CAMFIN CAMI.MI (+3%), mentre SOPAF SPFI.MI perde oltre il 4%.

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