11 agosto 2010 / 15:47 / tra 7 anni

Borsa Milano a picco dopo Fed, pesanti finanziari e ciclici

MILANO, 11 agosto (Reuters) - Piazza Affari archivia in netto calo una seduta negativa sin dall‘avvio, che si è trasformata in un bagno di sangue dopo l‘avvio di Wall Street.

Il comunicato della Federal Reserve, che ha accompagnato la decisione di lasciare i tassi invariati, è stato interpretato dai mercati come un segnale preoccupante sull‘andamento dell‘economia.

Vendite generalizzate, particolarmente pesanti nei settori più esposti al ciclo economico.

“Complice un quadro tecnico molto complicato, con gli indici attorno alle medie mobili a 200 e 50 giorni”, spiega un dealer. “Tenendo conto anche del rally da inizio luglio molti hanno preferito monetizzare”.

La Fed, aggiunge un trader, “ha spinto tutti a rifare i conti. Vedo un po’ di volatilità a venire. Ma se i rendimenti sul reddito fisso resteranno stabili e non si avranno strattoni o altri shock, potrebbe essere che, dopo una fase di prese di beneficio, ci sia un ritorno degli acquisti, soprattutto su quei titoli che pagano dividendi”.

Il dealer ritiene che “double dip o deflazione siano minacce contrete, ma per ora sembra si tratti più di un rallentamento dell‘economia”. In ogni caso, “i tassi resteranno bassi ancora per un bel pezzo”.

La Fed, sostiene un‘operatrice, “ha peggiorato la view sulla crescita, confermando la debolezza che i mercati avevano già individuato guardando agli ultimi dati macro Usa”. A parte questo, le borse “si muovono sull‘analisi tecnica”.

In chiusura, l‘indice FTSE Mib .FTMIB ha perso il 3,2%, tornando sotto quota 21.000 punti (20.579,24 punti la chiusura, 20.547,98 punti il minimo). L‘AllShare .FTITLMS è arretrato del 3,04% e il Mid Cap .FTITMC del 2,47%. Volumi per un controvalore di circa 1,9 miliardi di euro.

Tra i titoli in evidenza:

* Male i finanziari: lo stoxx delle banche europee .SX7P ha lasciato sul terreno il 3,36%. A picco il risparmio gestito, comparto le cui fortune sono legate all‘andamento delle borse. AZIMUT (AZMT.MI) è caduta del 7,11%. MEDIOLANUM MED.MI è scesa del 3,94%. Fuori dal paniere principale, BANCA GENERALI (BGN.MI) ha perso il 2,85%. “Con questi mercati”, spiega l‘operatrice, “il risparmio gestito è la prima cosa che vendi”.

* In rosso le banche: INTESA SANPAOLO (ISP.MI) -6,01%, UBI (UBI.MI) -4,64%, POP MILANO PMII.MI -4,68%, BANCO POPOLARE BAPO.MI -3,9%, MEDIOBANCA (MDBI.MI) -3,51%, MONTEPASCHI (BMPS.MI) -3,66% e UNICREDIT (CRDI.MI) -3,46%.

* STMICROELECTRONICS (STM.MI) (-4,86%), secondo l‘interpretazione degli operatori, ha pagato dazio alla riduzione dei rating di Intel (INTC.O) e Amd AMD.N da parte di Barclays, conseguenza dell‘attesa di una contrazione della domanda di pc nel terzo trimestre.

* FIAT FIA.MI (-4,91%) ha registrato una performance peggiore dello stoxx europeo dell‘automotive .SXAP (-2,75%). In linea la controllante EXOR (EXOR.MI): -4,36%. Nel comparto, PIRELLI PECI.MI ha ceduto il 3,55%.

* BUZZI UNICEM (BZU.MI) è arretrata del 3,37%, penalizzata dai risultati trimestrali e dalla decisione di Credit Suisse e Akros di ridurre i target price. Meglio ITALCEMENTI ITAI.MI, in calo del 2,72%.

* Ribassi generalizzati nel paniere principale: ANSALDO STS (STS.MI) -3,9%, MEDIASET (MS.MI) -3,47%, IMPREGILO IPGI.MI -4,07% e GEOX (GEO.MI) -3,69%.

* Tra le small e mid cap, MERIDIANA MEF.MI ha guadagnato il 2,58%: ieri è stata annunciata la chiusura dell‘aumento di capitale, con la sottoscrizione del 92,89% delle azioni offerte.

* SERVIZI ITALIA (SERIT.MI) è salita del 4,42%, dopo che la trimestrale ha mostrato ricavi ed Ebitda in crescita, nonché il raddoppio dell‘utile netto consolidato.

* Realizzi su OLIDATA (OLI.MI) (-16,92%), protagonista di un rally nelle ultime sedute.

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