26 luglio 2010 / 08:43 / tra 7 anni

Borsa Milano passa in negativo, Ubi vira in ribasso, giù Fiat

MILANO, 26 luglio (Reuters) - Non bastano le banche a far decollare Piazza Affari. L‘esito degli stress test, infatti, forse perché accolto con qualche scetticismo dagli analisti, non entusiasma e anzi induce alla massima cautela.

Ne consegue che gli indici, complice anche il clima da chiusura estiva, dopo aver trascorso un‘oretta in territorio positivo, ora si trovano sotto la parità.

Tra i giudizi severi espressi sull‘esame voluto dalle autorità di vigilanza europee, Barclays Capital scrive, in una nota pubblicata nella serata di venerdì, che “le necessità potenziali di capitali, secondo le nostre stime, potrebbero ammontare a 513 miliardi di euro: 387 miliardi per la Spagna, 66 miliardi per il Portogallo e 65 miliardi per l‘Irlanda”.

Se questo scenario si verificasse, secondo BarCap, bisognerebbe rivolgersi all‘European Financial Stability Facility (Efsf), che dovrebbe fare ricorso ad emissioni di bond per finanziarsi, con il risultato di gravare sul debito sovrano dell‘intera zona, in particolare sui Paesi, come l‘Italia, che hanno problemi di indebitamento.

“I risultati (degli stress test) sono stati buoni”, commenta invece un dealer, “ma scontati”.

Attorno alle 10,30, l‘indice FTSE Mib .FTMIB perde lo 0,4% circa, così come l‘AllShare .FTITLMS, mentre il Mid Cap .FTITMC arretra dello 0,2% circa. Volumi per un controvalore di circa 600 milioni di euro.

* Le banche perdono lo slancio iniziale garantito dal superamento dello scoglio degli stress test: il paniere europeo .SX7P ora è poco sopra la parità. A Milano, BANCO POPOLARE BAPO.MI è particolarmente brillante: intervistato nel week-end, l‘AD Pierfrancesco Saviotti ha anticipato che asset non strategici saranno ceduti entro la fine dell‘anno. Bene anche INTESA SANPAOLO (ISP.MI), che ha ottenuto il voto più alto negli stress test. In calo UNICREDIT (CRDI.MI), il cui risultato della prova europea, secondo un trader, “era scontato”. Poco mossa MONTEPASCHI (BMPS.MI), che secondo un operatore “ha passato gli stress test per un pelo” come UBI (UBI.MI), in flessione.

* FIAT FIA.MI pesante. Tra la fine della settimana scorsa e il week-end si sono moltiplicate le reazioni politiche e sindacali al progetto di spostare in Serbia la produzione della nuova monovolume. A gravare sul titolo del Lingotto, però, secondo un trader, è soprattutto “il downgrade di Credit Suisse”: il broker, infatti, ha tagliato il rating a ‘neutral’ da ‘outperform’ e il target price a 9 da 14 euro.

* Ancora debole STMICROELECTRONICS (STM.MI), già in rosso la settimana scorsa dopo la pubblicazione dei risultati del secondo trimestre. In una nota, Nomura riferisce di aver tagliato del 3% le stime di utile per azione 2010, aggiungendo di aver incrementato del 14% quelle sull‘eps dell‘anno prossimo.

* PIRELLI PECI.MI, poco sotto la parità, non sembra risentire delle indiscrezioni di stampa sull‘iscrizione di Marco Tronchetti Provera nel registro degli indagati alla Procura di Milano. CAMFIN CAMI.MI brilla (+2,17%) dopo la pubblicazione, nel week-end, di estratti dal patto parasociale, da cui emerge che la famiglia Malacalza avrà voce nell‘eventuale riassetto di Pirelli che fa capo alla holding.

* Tra le small e mid cap, RISANAMENTO (RN.MI) prosegue il recupero cominciato venerdì scorso: la società ha comunicato che non presenterà richiesta di dissequestro di Santa Giulia.

* Tonica SNAI (SNAI.MI): nel week-end, un settimanale ha scritto che le offerte d‘acquisto sono attese entro la fine del mese, aggiungendo che in corsa sarebbero gli operatori di private equity Carlyle, Cinven e Investindustrial.

* DE’ LONGHI (DLG.MI) brillante: il gruppo ha archiviato il secondo trimestre con ricavi in crescita del 14,5%.

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