19 maggio 2010 / 11:27 / tra 8 anni

Borsa Milano chiude in forte calo, pesanti banche, Unicredit -6%

MILANO, 19 maggio (Reuters) - A Piazza Affari, così come nel resto delle borse europee, torna la tensione dopo i segnali distensivi della vigilia che avevano consentito il recupero.

Ad alimentare il nervosimo, in particolare sul settore finanziario, sono le preoccupazioni legate alla decisione della Germania di vietare le vendite allo scoperto dei titoli di stato dei paesi dell‘Eurozona, di credit default swap e di una decina di titoli azionari di primarie istituzioni finanziarie tedesche.

Secondo gli operatori la mossa tedesca, isolata nel panorama europeo, segnala la forza della speculazione e la mancanza di coordinamento tra i diversi paesi euro in una fase di crisi della zona euro.

“Ben venga il divieto alle vendite allo scoperto se serve per evitare che i mercati finanziari siano attraversati da una volatilità eccessiva. Tuttavia sarebbe sbagliato pensare che alla radice dei problemi attuali ci siano solo gli effetti dannosi della speculazione”, commenta in una nota Pio De Gregorio, responsabile business intelligence di Centrobanca .

“La crisi dell‘Eurosistema potrebbe conoscere nuove tensioni nelle prossime ore... ed era meglio che la speculazione non complicasse ulteriormente il quadro. Il governo tedesco ha deciso di liberarsene per concentrarsi sulla soluzione della crisi: una giusta esigenza, prima delle nuove, difficili prove che attendono tutti i governi dell‘Eurozona”.

L‘indice FTSE Mib .FTMIB chiude con un ribasso del 3,45%, l‘AllShare .FTITLMS del 3,41%, mentre il MidCap .FTITMC cede il 2,46%.

Milano si comporta peggio delle altre borse europee per il peso dei titoli bancari sul listino.

* Nel settore del credito, che in Europa .SX7P cede il 3,6%, affondano le due principali banche del listino milanese UNICREDIT (CRDI.MI) e INTESA SANPAOLO (ISP.MI) con ribassi rispettivi del 5,98% e del 4,77%. Perdite tra il 2,7% e il 3,2% per MPS (BMPS.MI), UBI (UBI.MI) e BANCO POPOLARE BAPO.MI, MEDIOLANUM MED.MI e MEDIOBANCA (MDBI.MI), mentre POP MILANO PMII.MI ferma la discesa a -1,6%.

Su Ubi un trader riferise di un taglio del target price da parte di un broker estero.

* Nel resto dei finanziari e assicurativi AZIMUT (AZMT.MI) perde il 5,3%, GENERALI (GASI.MI) il 3,6%.

* Le vendite non risparmiamo i petroliferi come SAIPEM (SPMI.MI) (-5,87%) e ENI (ENI.MI) (-2,9%) che risentono anche dei cali delle quotazioni del greggio anche se frenati nel pomeriggio dai dati delle scorte.

* Tra le peggiori performance del FTSE Mib, GEOX (GEO.MI) aggiorna i nuovi minimi annuali con un cal del 5,7%. Ieri sera la società aveva precisato che il primo semestre avrebbe visto un calo del fatturato in linea con quello del primo trimestre, ovvero una contrazione del 13%. “E’ peggio di quello che il mercato si aspettava” sottolinea un trader.

* BUZZI (BZU.MI) cede il 4,6%, nonostante l‘upgrade, evidenziato da un trader, di JP Morgan da underweight a neutral.

* Perdite contenute invece tra le utility grazie al loro carattere difensivo. Sotto la parità TERNA (TRN.MI) mentre SNAM (SRG.MI) con +0,2% è l‘unico titolo del paniere principale a chiudere la seduta in terreno positivo.

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