6 maggio 2010 / 15:56 / 7 anni fa

Borsa Milano in netto calo ma sopra minimi, a picco le banche

MILANO, 6 maggio (Reuters) - Piazza Affari archivia un‘altra seduta in profondo rosso, con l‘indice principale che si conferma sui minimi dal 16 luglio 2009, quando era partito un lungo movimento rialzista.

I mercati rimangono in tensione a causa del rischio che la crisi del debito della Grecia contagi l‘intera zona euro, partendo dai Paesi periferici. Un contributo ad alimentare la pressione è arrivato da un commento di Moody’s sull‘esposizione al virus greco delle banche di Portogallo, Spagna, Italia, Irlanda e Gran Bretagna.

L‘Italia, poi, ha risentito delle voci di mercato su un possibile downgrade da parte di S&P. “Paghiamo il rischio-Paese”, sintetizza un trader. “C’è un panico generalizzato”, fa eco un altro.

Risultato: banche pesanti e, di conseguenza, Milano nettamente peggior listino europeo.

“E’ un problema politico”, argomenta uno strategist secondo cui “Grecia, Italia, Spagna, Portogallo e Irlanda hanno un assetto delle finanze pubbliche che non è più sostenibile”.

In chiusura, l‘indice FTSE Mib .FTMIB ha perso il 4,27%, a 19.483,93 punti, dopo aver aver segnato un minimo di 19.078,07 punti: non accadeva dal luglio scorso che venisse violata la soglia dei 20.000 punti. L‘AllShare .FTITLMS è arretrato del 4,04% e il MidCap .FTITMC del 2,94%. Volumi per un controvalore di circa 5,5 miliardi di euro.

* A picco il settore bancario: il paniere europeo SX7P ha lasciato sul terreno il 4,33%. A Milano, MEDIOBANCA (MDBI.MI) è caduta dell‘8%, dopo aver segnato intraday un minimo di 5,88 euro, punto più basso da fine marzo 2009. INTESA SANPAOLO (ISP.MI) ha ceduto il 7,73%: un dealer ipotizza che la picchiata del gruppo guidato da Corrado Passera (che ha rinnovato il minimo da luglio 2009 a 1,9410 euro, violando la soglia dei 2 euro, che teneva dall‘aprile 2009) sia attribuibile, oltre alla situazione generale dei mercati, alla battaglia fra i soci sulla governance. Male anche BANCO POPOLARE BAPO.MI (-6,35%), POP MILANO PMII.MI (-6,2%), MONTEPASCHI (BMPS.MI) (-6,61%) e UBI (UBI.MI) (-6,79%). UNICREDIT (CRDI.MI) ha tenuto a lungo, crollando nel pomeriggio: -7,42%, con un minimo intraday di 1,6170 euro, punto minimo dal luglio 2009.

* Restando ai finanziari, pesanti gli assicurativi. Da sottolineare che le compagnie italiane hanno significativamente fatto peggio dello stoxx europeo .SXIP (-2,82%): UNIPOL (UNPI.MI) ha lasciato sul terreno il 5,34%, FONDIARIA-SAI FOSA.MI il 5,3% e GENERALI (GASI.MI) il 5,27%. Il titolo del Leone di Trieste è sceso sino a 13,85 euro, nuovo minimo dal luglio 2009.

* TELECOM ITALIA (TLIT.MI) ha ceduto il 6,23%, spingendosi sino a 0,9265 euro; il titolo si è stabilmente portato sotto quota 1 euro, soglia che non veniva violata dal luglio scorso. Debole sin dalla mattinata, Telecom è peggiorata dopo la pubblicazione dei risultati del primo trimestre. Sebbene l‘utile sia cresciuto del 30% e il gruppo guidato da Franco Bernabè abbia confermato gli obiettivi del piano triennale, secondo un trader “il debito è un po’ peggiore delle attese” e “i ricavi wireline sono calati del 4,8%”.

* Al listino italiano, evidenziano gli operatori, è mancato il supporto dei comparti difensivi, energetici e utilities in primis. ENI (ENI.MI), ieri protagonista di una buona performance, ha terminato in ribasso del 3,4%. A2A (A2.MI) ha perso il 3,21% ed ENEL (ENEI.MI) il 2,58%.

* A lungo positiva, FIAT FIA.MI ha ceduto nel pomeriggio: -1,88%. Il Lingotto aveva beneficiato dell‘upgrade di Nomura, che ha portato il rating a “neutral” da “reduce”. In una nota, il broker scrive che “le condizioni di mercato solide in Brasile e il miglioramento dell‘outlook di Cnh porta ad un miglioramento potenziale della guidance 2010 sul trading profit fornita dal management”, ovvero 1,1-1,2 miliardi.

* Corsa solitaria per PIRELLI PECI.MI (+1,17%), premiata per l‘operazione di spin-off degli asset immobiliari.

* Positiva BULGARI BULG.MI (+0,66%), che ha beneficiato dei risultati di Hermes (HRMS.PA).

* Tra le mid cap, RECORDATI (RECI.MI) chiude nettamente positiva +2,15% anche se sotto massimi dopo i risultati trimestrali e i progetti al 2012.

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