4 maggio 2010 / 15:51 / tra 8 anni

Borsa Milano a picco su timori Grecia, pesanti banche e Fiat

MILANO, 4 maggio (Reuters) - Giornata di lacrime e sangue a Piazza Affari. I timori sull‘insufficienza del piano di aiuti alla Grecia e sul rischio di contagio ad altri Paesi dell‘area euro hanno affondato i mercati.

Le vendite si sono concentrate sul settore finanziario, maggiormente esposto al rischio credito. Milano, di conseguenza, ha pagato il peso preponderante delle banche, segnalandosi come peggior listino del Vecchio continente.

“La Spagna ha dominato la scena”, sintetizza un dealer, “con un rumour di downgrade, poi smentito”. Il nervosismo degli investitori in questa fase, generato dai timori di contagio, ha fatto sì che nonostante la smentita il clima sia rimasto pesante.

In chiusura, l‘indice FTSE Mib .FTMIB ha perso il 4,7%, chiudendo a 20.613,25 punti, dopo aver sfondato la soglia dei 21.000 punti e segnato un minimo di 20.551,21 punti, livello più basso dall‘8 febbraio scorso, quando venne toccato il minimo dell‘anno di 20.465,51 punti. L‘AllShare .FTITLMS è sceso del 4,47% e il Mid Cap .FTITMC del 3,67%. Volumi per un controvalore di circa 4,5 miliardi di euro.

* Banche in profondo rosso: il paniere europeo .SX7P ha lasciato sul terreno il 4,94%. In un report, Nomura scrive che “gli sviluppi chiave delle prossime due settimane comprendono l‘impatto del salvataggio della Grecia da 110 miliardi di euro, la probabile approvazione del piano di riforma del sistema finanziario Usa e le trimestrali”. Il broker sottolinea che l‘impatto del piano di aiuti ad Atene dipenderà “dai contributi richiesti alle banche” e dal “rischio percepito di contagio del Portogallo”. Per quanto riguarda la riforma Usa, attenzione soprattutto alle restrizioni ai derivati over-the-counter e al trading con fondi propri. Nomura suggerisce di sovrappesare UNICREDIT (CRDI.MI) (tornata sotto quota 2 euro, -7,45%). Molto pesante INTESA SANPAOLO (ISP.MI) (-7,21%, dopo aver segnato il nuovo minimo dell‘anno a 2,3 euro). Male anche BANCO POPOLARE BAPO.MI (-6,77%) e POP MILANO PMII.MI (-5,09%). Il mercato, riferiscono i trader, s‘interroga su quale ruolo potrebbero avere gli istituti privati nel piano di aiuti alla Grecia, per il quale l‘Italia si è impegnata per 5,5 miliardi di euro.

* Poco meglio delle banche le assicurazioni: -3,38% lo stoxx europeo .SXIP. A Milano, UNIPOL (UNPI.MI) -5,18%, FONDIARIA-SAI FOSA.MI -4,75% e GENERALI (GASI.MI) -4,74%.

* A picco l‘automotive (il paniere europeo .SXAP ha ceduto il 4,44%). In Italia, evidenziano gli operatori, il settore è stato bersagliato dopo i dati sulle immatricolazioni di aprile, scese del 15,6%. FIAT FIA.MI, che il mese scorso ha fatto peggio del mercato, ha lasciato sul terreno il 6,59%. La controllante EXOR (EXOR.MI) è arretrata del 6,94%. PIRELLI PECI.MI ha perso il 6,67%.

* Fuori dal paniere principale, restando all‘automotive, LANDI RENZO (LR.MI) (colpita da un downgrade di Banca Akros) è scesa del 6,96%. PIAGGIO (PIA.MI) in linea con la borsa: -3,41%.

* STMICROELECTRONICS (STM.MI) è scesa del 5,14%: Cheuvreux ne ha tagliato il target price a 6,7 da 8,2 euro.

* Segno meno per le società legate alle costruzioni e alle materie prime, sebbene ENI (ENI.MI) abbia limitato la flessione al 3,15% nonostante la discesa repentina del greggio. ITALCEMENTI ITAI.MI è caduta del 5,66%. PRYSMIAN (PRY.MI) è arretrata del 5,54%. Fuori dal paniere principale, SARAS (SRS.MI) ha lasciato sul terreno il 6,06%. Tra i costruttori, ASTALDI (AST.MI) -5,52%.

* Tra le mid e small cap, KERSELF KRS.MI ha guadagnato il 4,09% dopo che i soci hanno approvato la proroga al 6 marzo 2011 della scadenza di un prestito convertibile di massimi 10 milioni.

* I trader segnalano le vendite che hanno colpito i gruppi maggiormente esposti in Spagna. ESPRINET (PRT.MI) è precipitata dell‘8,41% e STEFANEL (STEP.MI) del 7,33%: entrambi vedono presente nel capitale (con quote, rispettivamento, del 14,369% e del 14,907%) la spagnola Bestinver Gestion.

* Venduta la galassia che fa riferimento a Carlo De Benedetti: CIR (CIRX.MI) -5,83%, COFIDE (COFI.MI) -6,98%, L‘ESPRESSO ESPI.MI -6,02%. Bestinver, secondo il sito Consob, ha in mano il 10,170% del capitale di Cir e il 16,446% di Cofide.

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