22 febbraio 2010 / 16:54 / tra 8 anni

Borsa Milano chiude debole, cede Telecom, tengono finanziari

MILANO, 22 febbraio (Reuters) - Piazza Affari chiude in lieve calo una giornata segnata dalle numerose oscillazioni fra territorio positivo e negativo, in cui più che movimenti a livello di settore hanno prevalso gli spunti sui singoli titoli dei listini milanesi.

L‘andamento riflette complessivamente quello delle altre piazze europee, i cui timidi accenni di ripartenza sono sembrati spegnersi definitivamente una volta emersa la tendenza debole di Wall Street.

“Oggi abbiamo archiviato una giornata interlocutoria, c‘era poca voglia di esporsi”, osserva un trader a conclusione delle contrattazioni. “Ma il fatto che non si siano ampliati i cali in chiusura è segno che nessuno sta scappando dai mercati, semplicemente si aspettano spunti per ripartire”.

L‘indice FTSE Mib .FTMIB ha chiuso con un ribasso dello 0,31%, l‘AllShare .FTITLMS dello 0,27%. In controtendenza il Mid Cap .FTITMC, che chiude in rialzo dello 0,17%%. Volumi che sfiorano 1,7 miliardi di euro.

* TELECOM ITALIA chiude in peggioramento con quasi tre punti percentuali di ribasso, colpita dalle prese di beneficio dopo le indiscrezioni del ‘Corriere’ di oggi, secondo cui il piano strategico 2010/2012 potrebbe vedere slittare di un anno degli obiettivi mentre si raffreddano le prospettive di fusione con Telefonica (TEF.MC).

* All‘estremo opposto del paniere principale PIRELLI PECI.MI, che chiude a +1,52%. Un trader cita il buon effetto sui margini che dovrebbe derivare dagli annunciati rincari, tra il 4% e il 6%, su tutti i pneumatici a livello europeo.

* Bene anche MEDIOLANUM MED.MI, in rialzo di circa l‘1,5%, tengono in generale i finanziari con le banche. Salgono tra il mezzo punto e il punto percentuale MEDIOBANCA (MDBI.MI) a +0,9%, BANCO POPOLARE BAPO.MI, MONTEPASCHI (BMPS.MI) e POPOLARE MILANO PMII.MI, il cui direttore generale, Fiorenzo Dalu, descrive soddisfacenti i conti 2009 e spiega che il gruppo guarda a un‘alleanza nel campo della bancassurance. Tengono INTESA SANPAOLO (ISP.MI) e UBI (UBI.MI), mentre va in controtendenza UNICREDIT (CRDI.MI), che lascia sul terreno oltre un punto percentuale dopo aver concluso le ultime operazioni relative all‘aumento di capitale.

* I ribasso dell‘auto a livello europeo .SXAP finiscono per pesare su FIAT FIA.MI, che durante gran parte della giornata aveva tenuto in zona parità ma finisce per cedere oltre l‘1%. Sulla vicenda di Termini Imerese, il vicepresidente John Elkan ha commentato che Fiat “ha già detto tutto”, rispondendo così al ministro Sacconi che in un‘intervista a ‘Repubblica’ di oggi ha detto che il Lingotto avrebbe cambiato idea circa il futuro dello stabilimento.

* Discreto rialzo per TERNA (TRN.MI), che beneficia di un miglioramento di target price da parte di Citigroup, cedono oltre due punti percentuali invece CIR (CIRX.MI) e BULGARI BULG.MI.

* Al di fuori del listino principale, BENI STABILI (BNSI.MI) chiude una giornata smagliante con un rialzo del 10,5%, dopo l‘annuncio che la controllante Fonciere des Regions ridurrà la partecipazione dal 68% al 52,5% lasciando campo libero per la trasformazione dell‘immobiliare italiana in una Siiq. La notizia galvanizza il comparto, che vede balzi pari al +8,6% per GABETTI (GABI.MI), +6,5% per RISANAMENTO (RN.MI), +3,8% per BASTOGI (BTGI.MI) e +2,5% per AEDES (AEDI.MI). Quest‘ultima aveva annunciato venerdì lo scioglimento dell‘alleanza con Operae, con un beneficio di liquidità pari a 10,5 milioni. * Non basta il miglioramento di rating per ANTICHI PELLETTIERI AP.MI, che perde quasi quattro punti percentuali nonostante Exane Bnp ne alzi il giudizio a “neutral” da “underperform”.

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