5 febbraio 2010 / 12:20 / tra 8 anni

Borsa Milano conferma calo, male Mondadori con editoriali

MILANO, 5 febbraio (Reuters) - Piazza Affari conferma la perdita intorno ai due punti percentuali, dopo avere brevemente sfiorato un calo del 3%. L‘andamento della borsa milanese appare peraltro peggiore di quello delle altre borse europee, che proseguono comunque sull‘intonazione negativa che ha segnato la seduta fin dalle prime battute.

“E’ in atto una fuga generalizzata degli investitori, spaventati dall‘incapacità del mercato di fermare la discesa”, dice un trader. “In queste condizioni basta poco per esporre un titolo al tiro incrociato delle vendite, per cui abbiamo visto diverse blue chip darsi il cambio in fondo alla lista del FTSE Mib”.

Intorno a metà giornata è la volta degli editoriali, deboli già in apertura ma peggiorati progressivamente con Mondadori (MOED.MI) che arriva a perdere quasi sei punti percentuali, seguita da diversi nomi del settore fuori dal paniere principale.

Continua a perdere Fiat FIA.MI, ma la lista dei titoli che cedono oltre il 4% si è allargata ormai a una decina di nomi.

Intorno alle 13,00 l‘indice FTSE Mib .FTMIB perde il 2,3% l‘AllShare .FTITLMS il 2,4% e il Mid Cap .FTITMC è peggiorato fino al -3,2%. I volumi trattati arrivano a circa 2,1 miliardi di euro.

* Perdite pesanti per i titoli editoriali, che arrivano quasi al 6% per MONDADORI (MOED.MI), cui si aggiungono fuori dal listino FTSE Mib i cali analoghi del gruppo L‘ESPRESSO ESPI.MI e RCS MEDIAGROUP (RCSM.MI), mentre CLASS EDITORI (CLED.MI) arriva a cedere il 7%. Male anche MEDIASET (MS.MI), con la conferma da una fonte vicina alla vicenda che CIR (CIRX.MI) intende chiedere, oltre al risarcimento per perdita di chance da 750 milioni, anche quello per la sentenza ingiusta per ulteriori 469 milioni.

* Scambia sempre oltre il 4% di ribasso FIAT FIA.MI, che una trader vede appesantita dalla “percezione di un contrasto con il governo sul tema degli incentivi, dietro l‘apparente disinteresse del Lingotto per il loro rinnovo”. L‘apparente sicurezza di Sergio Marchionne, prosegue la trader, è “un atteggiamento che Fiat potrebbe pagare in futuro”.

Insieme a Fiat cala EXOR (EXOR.MI), anch‘essa vicino al 4% di perdita.

* Peggiorano le perdite del gruppo PIRELLI PECI.MI, che sfiora a fine mattinata il 5% di ribasso insieme alla controllata PIRELLI RE (PCRE.MI). Un trader vede i titoli del gruppo pagare da un lato l‘esposizione alle difficoltà del settore auto e dall‘altro “la debolezza della parte real estate”, con il futuro di Pirelli Re che è ancora una questione aperta “non per volontà ma per l‘impossibilità di risolverla”.

* Continuano le perdite per alcuni nomi del risparmio gestito, tra cui MEDIOLANUM MED.MI, che cede oltre il 5%, AZIMUT (AZMT.MI) che perde quasi il 7% e la più piccola CAPE LIVE CALIV.MI che lascia sul terreno quasi nove punti percentuali. Ieri i dati di Assogestioni hanno evidenziato una raccolta fondi a gennaio ancora positiva ma molto inferiore a quella di dicembre.

* Confermati i cali di oltre il 3% per BUZZI UNICEM (BZU.MI) e ITALCEMENTI ITAI.MI, i cui giudizi vengono abbassati dal broker irlandese Davy, che cita uno scenario avverso circa i prezzi del cemento.

* Scivola in territorio negativo anche TELECOM ITALIA (TLIT.MI), sebbene il -1% sia uno dei risultati migliori all‘interno del paniere principale a Piazza Affari, sostenuta secondo un trader dalla lettura favorevole degli investitori delle dichiarazioni del governo di ieri, che potrebbero aprire alla fusione con gli spagnoli di Telefonica (TEF.MC).

* La controllata TELECOM ITALIA MEDIA TCM.MI riduce leggermente le perdite, ma resta comunque sotto il -3%, essendo le ipotesi sul possibile aumento di capitale da 250-300 milioni (definito “allo studio” dalla società) già scontate dal mercato.

* Trascinati verso il basso ma ancora vicini alla parità i titoli tradizionalmente difensivi come TERNA (TRN.MI) e SNAM RETE GAS (SRG.MI). “Il fatto che anche le utility regolate siano traballanti è un ulteriore segnale di nervosismo generalizzato”, osserva un trader.

* Fuori dal paniere principale sono sotto tiro le energie rinnovabili, con PRAMAC PRAM.MI, TERNIENERGIA (TRNI.MI) ed ERGYCAP (ECY.MI) che registrano cali percentuali in doppia cifra.

* Continua la discesa anche ANTICHI PELLETTIERI, vicino al -10% dopo le indiscrezioni di stampa secondo cui i rilievi di Consob sui conti 2008 potrebbero rallentare il negoziato per la ristrutturazione del debito, cosa che la società ha negato in un comunicato di questa mattina.

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