22 gennaio 2010 / 12:50 / tra 8 anni

Borsa Milano peggiora, Telecom Italia brillante, calano banche

MILANO, 22 gennaio (Reuters) - Al termine di una mattinata incerta, gli indici a Piazza Affari imboccano la via del ribasso con decisione e cedono oltre un punto percentuale, rispecchiando l‘andamento delle altre piazze europee.

Continua, in evidente controtendenza, il rally di Telecom Italia (TLIT.MI), in ripiego dai massimi di giornata ma sempre brillante sulle indiscrezioni che parlano di un piano messo a punto da Mediobanca (MDBI.MI) che dovrebbe sfociare in un‘Opa da parte di Telefonica (TEF.MC).

“Sembra diffondersi il tono negativo che ha colpito i bancari sul timore che gli Usa tornino alla separazione tra banche d‘affari e anche commerciali”, commenta un trader. “Ma ci sono ancora diverse trimestrali in programma negli Usa, queste potrebbero avere un impatto sul resto della giornata”.

Intorno alle 13,00 l‘indice FTSE Mib .FTMIB perde l‘1,06%, l‘AllShare .FTITLMS l‘1,03% e il Mid Cap .FTITMC l‘1,26%. Volumi per circa 1,6 miliardi di euro.

A Wall Street i futures sugli indici principali sono negativi.

* TELECOM ITALIA (TLIT.MI), sotto i massimi, resta comunque intorno ai tre punti percentuali di rialzo con volumi doppi rispetto alla media giornaliera del periodo. Tengono ancora banco le indiscrezioni, apparse ieri sul sito Dagospia e riprese oggi da La Repubblica, che vedono Mediobanca impegnata a studiare una strategia per l‘acquisizione del gruppo italiano da parte di Telefonica (TEF.MC), con Opa totalitaria conclusiva.

Il direttore generale di Mediobanca, Renato Pagliaro, non ha voluto commentare l‘indiscrezione.

“Le voci sono interpretate in prospettiva come il preludio alla fusione Telefonica-Telecom”, commenta un trader, “chi si trova corto sul titolo compra per non restare escluso dai benefici”.

“Il mercato dà credito all‘ipotesi”, conferma un altro trader, spiegando poi di ritenere “probabile un‘integrazione fra i due gruppi in una forma o nell‘altra”, ma anche che “la strada sia ancora lunga”.

* Affondano sempre più i bancari, deboli in tutto il continente con l‘indice di riferimento .SX7P che cede quasi il 4%, un andamento simile a quello di POPOLARE MILANO PMII.MI e BANCO POPOLARE BAPO.MI, mentre cedono tra il 2 e il 3% INTESA SANPAOLO (ISP.MI), UNICREDIT (CRDI.MI) e MONTEPASCHI (BMPS.MI).

“C’è una reazione un po’ emotiva al discorso [del presidente Usa Barack] Obama”, commenta un trader, “la cosa buffa è che in Usa il 10% degli utili delle banche commerciali vengono da trading, mentre, come scrive il Financial Times, le banche europee traggono al massimo l‘1-2% dei utili dal trading e dunque rischiano molto meno, anche se si tratta di un dettaglio su cui c’è poca trasparenza”.

Obama ha annunciato ieri diverse misure per limitare la dimensione delle banche e per separare l‘attività di banca commerciale di quella di banca d‘affari.

* Resta forte PRYSMIAN (PRY.MI), anch‘essa però in ripiego intorno al +1% dopo avere superato i due punti percentuali di rialzo. Un trader collega l‘andamento del titolo alle voci di stampa che vogliono la famiglia Malacalza interessata a rilevare la quota Goldman Sachs.

* Limitati a pochi altri nomi, tra cui ENEL (ENEI.MI), UNIPOL (UNPI.MI) e GEOX (GEO.MI) gli spunti positivi, mentre cominciano a recuperare i titoli difensivi come TERNA (TRN.MI) e SNAM RETE GAS (SRG.MI).

* Fuori dal paniere principale si accentua il calo di SEAT PAGINE GIALLE PGIT.MI, che supera ora i quattro punti percentuali di perdita dopo avere aperto già in netto ribasso. Fonti vicine all‘operazione hanno detto che la tranche a tasso variabile del bond a 7 anni è stata cancellata.

* Tornano in voga le energie rinnovabili, con TERNIENERGIA (TRNI.MI) che corre a +4%, toniche anche MARCOLIN MCL.MI e PREMUDA PRNI.MI.

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