5 settembre 2008 / 07:52 / 9 anni fa

Piazza Affari chiude in forte calo dopo dati Usa e warning Nokia

<p>Un'immagine della Borsa di Milano. REUTERS/Daniele La Monaca DLM/TZ</p>

MILANO (Reuters) - Chiusura pesante per Piazza Affari e per gli altri mercati europei in una giornata segnata da un warning di Nokia e da dati negativi sul mercato del lavoro Usa.

Pochi i titoli sopravvissuti alle vendite, che si sono abbattute indifferentemente su banche e gruppi energetici, media e tecnologici.

“E’ vero, c’è Nokia e c’è il balzo dei disoccupati di agosto negli Usa, ma a mio parere pesa più che altro l‘inversione di tendenza che si è verificata ieri dopo l‘intervento della Bce, che ha riportato sui mercati un clima di profonda incertezza”, dice un trader. In particolare, spiega, “si teme che la decisione di irrigidire i criteri per accedere alla liquidità metta in difficoltà soprattutto gli hedge, che hanno un peso enorme sul mercato. Speriamo sia solo la coda della crisi finanziaria in atto ormai da molti mesi”.

L‘indice S&P/Mib ha perso il 2,36%, il Mibtel il 2,28% e l‘Allstars l‘1,37%. Volumi per 3,8 miliardi di euro.

* Affonda STM (-5,67%), fornitore di Nokia. Il gruppo finlandese ha perso quasi il 10% in borsa dopo aver rivisto al ribasso la stima della quota di mercato del terzo trimestre nei telefoni cellulari; sfiora il -5% l‘indice tech europeo.

* Il ritracciamento del greggio pesa sui titoli enegetici di tutto il Vecchio Continente, con SAIPEM in calo del 4,45%, ENI del 2,83% (-2% i petroliferi europei).

* Le vendite non risparmiano in realtà alcun settore: tra le banche (-2,2% lo Stoxx europeo) UNICREDIT perde l‘1,77%, INTESA SANPAOLO l‘1%, MEDIOBANCA -2,34%; tra le assicurazioni (-2,3% in Europa) GENERALI scende del 3,5%.

* Dopo il tonfo di ieri, FIAT perde oggi un altro 3% e scivola a 10,36 euro. “Non ha più senso incolpare le immatricolazioni brasiliane o quant‘altro: movimenti di questa violenza si spiegano solo con la speculazione”, commenta un trader. Pesa anche il downgrade a “neutral” da “buy” da parte di Sal Oppenheim. Le auto europee cedono il 3%.

* Deboli i media, con MEDIASET -3,6%, e telefonici, con TELECOM -3%.

* In controtendenza MEDIOLANUM e AZIMUT, in rialzo di circa l‘1%. “La raccolta fondi è stata migliore del previsto”, commenta un trader.

* Acquisti su TISCALI (+1,47%). Secondo un trader le parole dell‘AD di Telecom Franco Bernabè, che ha ribadito l‘interesse per le asset minori dell‘Isp sardo, hanno risvegliato l‘interesse degli investitori sul processo di valorizzazione avviato da tempo dalla società.

* Tra i titoli minori, brillano STEFANEL, AMPLIFON (ancora sulla scia della promozione allo Star).

* IPI chiude in calo del 15,8% dopo numerose sospensioni. Il titolo - risparmiato nei mesi scorsi dalla bufera sugli immobiliari perchè sospeso dalle negoziazioni - è al centro di movimenti violenti dal suo rientro che lo dovrebbero portare lentamente a valori aggiornati.

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