27 febbraio 2008 / 08:41 / tra 10 anni

Borsa Milano passa in positivo nel finale, bene Fiat e utility

MILANO (Reuters) - Piazza Affari archivia una seduta nervosa, vissuta sull‘onda delle notizie provenienti dagli Usa e caratterizzata da un recupero finale dopo che gli indici era arrivati a perdere quasi un punto percentuale.

<p>Trader al lavoro. REUTERS/Brendan McDermid</p>

In chiusura, l‘indice S&P/MIB ha guadagnato lo 0,29%, il Mibtel lo 0,11% e l‘AllStars lo 0,17%. Volumi per un controvalore di circa 4,2 miliardi di euro.

“Le borse europee erano peggiorate dopo i risultati del quarto trimestre di Fannie Mae”, la società semi-pubblica attiva nell‘erogazione di mutui, spiega un trader. Successivamente, però, la notizia che Fannie Mae e Freedie Mac, dall‘1 marzo, alzeranno il tetto di investimento, ha rassicurato Wall Street e, di riflesso, consentito ai mercati europei di passare in terreno positivo.

* Accelerazione nel finale di seduta per FIAT: +1,9%, con volumi un po’ superiori rispetto alla media degli ultimi trenta giorni. Un trader motiva il colpo di reni con “il via libera definitivo del Senato al decreto Milleproroghe”, convertito in legge.

* Giornata di sofferenza per i ciclici. Fra i media, SEAT PAGINE GIALLE è caduta del 3,68%. Nelle sale operative non viene fornita una particolare spiegazione di questo crollo, salvo sottolineare che il gruppo “ha un debito molto elevato e paga la stretta creditizia”.

* Lusso in evidenza dopo che Goldman Sachs ha modificato alcuni rating. LUXOTTICA ha guadagnato il 2,52%: la banca d‘affari ha promosso il titolo nella “conviction buy list”. BULGARI ha lasciato sul terreno l‘1,57% dopo essere stata tagliata a “neutral”. Venduta anche TOD‘S (-3,5%) a causa della riduzione della valutazione a “sell” da “neutral”. SAFILO è arretrata dello 0,74%, ITALCEMENTI dell‘1,2% e BUZZI UNICEM dell‘1,74%.

* Complessivamente in lettera i bancari, certo non aiutati, argomenta un operatore, “dai risultati di Fannie Mae”. MEDIOLANUM ha perso l‘1,56%, BANCO POPOLARE l‘1,2% e POP MILANO lo 0,73%.

* STMICROLECTONICS è avanzata del 2,16% dopo aver annunciato, a mercati ancora chiusi, l‘acquisto di una quota del 2,85% in mano a FINMECCANICA (-0,56%) da parte della Francia per 260 milioni di euro.

* In denaro le utilities, che attraggono gli investitori alla ricerca di un porto sicuro. TERNA è balzata del 2,41% il giorno dopo i risultati 2007, da cui emerge un Ebitda in miglioramento sopra i 970 milioni di euro. In un report, Dresdner conferma il rating “add”, con target price di 3,10 euro, sottolineando che “i numeri sono coerenti con il nostro investment case”. Bene anche A2A, +2,07%, SNAM RETE GAS, +1,42%, e IRIDE, +5,16%.

* Fra gli energetici, SAIPEM è salita dell‘1,49% dopo ave siglato una lettera d‘intenti con Regal Petroleum per la fornitura di impianti. Rialzo dello 0,65% per ENI, un po’ frenata, dice un trader, “dai realizzi sul greggio scattati dopo i dati sulle scorte Usa”.

* Discorso a parte per ERG, che ha guadagnato il 7,19% con volumi notevoli. La compagnia petrolifera è al secondo giorno consecutivo di rally. Un analista che segue il titolo non sa spiegare la corsa, salvo sottolineare che “era sceso molto e potrebbe trattarsi di ricoperture”. L‘analista ricorda che “l‘11 marzo verranno diffusi i risultati del quarto trimestre, che prevediamo deboli”. Anche se a livello internazionale si registra un miglioramento dei margini di raffinazione, l‘analista evidenzia che, con il petrolio a 100 dollari il barile, “i costi di raffinazione sono in crescita” e che, di conseguenza, “la situazione è meno rosea di quanto non emerga dai numeri”. L‘analista, infine, esclude che il rally di Erg sia legato alla prospettiva di un rientro nella partita per l‘acquisizione di Tamoil.

* Tlc in linea con lo stoxx europe di settore, che ha perso l‘1,46%: FASTWEB -1,87%, PIRELLI -1,58%, PRYSMIAN -1,53% e TELECOM ITALIA -1,45%.

* Fra le small e mid cap, GEOX è crollata del 14,5% dopo i risultati 2007. Un analista spiega l‘andamento del titolo con “una visione più conservativa”. Andrea Paladini di Santander parla di “outlook deludente”.

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