26 giugno 2008 / 07:53 / tra 9 anni

Borsa Milano in calo oltre 2% con Europa, Fiat su minimi 2 anni

<p>Controlli di polizia davanti alla sede della borsa di Milano. REUTERS/Daniele La Monaca</p>

MILANO (Reuters) - Chiusura in pesante calo a Piazza Affari e sulle altre borse europee, depresse anche dall‘andamento molto negativo di Wall Street. Le vendite non risparmiano alcun settore, ma si fanno particolarmente pesanti su banche e auto.

Decisamente cupo lo scenario generale, con il dollaro in netto calo contro l‘euro e il petrolio schizzato nuovamente verso l‘alto. In un contesto del genere i trader hanno difficoltà a trovare giustificazione all‘andamento dei singoli titoli.

“Non ci sono storie singole di rilievo. Lo scenario non muta: l‘economia fa fatica, i timori sul petrolio crescono e l‘inflazione si fa sentire”, dice un‘operatrice, citando il balzo dei prezzi all‘importazione tedeschi in maggio.

Vista la rarefazione dei volumi, tuttavia, “non si può parlare di panic selling”, precisa un trader.

L‘indice S&P/Mib perde nuovamente quota 30.000 e chiude in calo del 2,12%, vicino ai minimi di seduta. Il Mibtel lascia sul campo l‘1,95%, mentre l‘AllStars cede l‘1,39%. Volumi sottili, pari a circa 3,3 miliardi di euro.

Il benchmark paneuropeo FTSEurofirst ha chiuso in flessione del 2,39% dopo essere scivolato sul livello più basso da novembre 2005.

* Fanalino di coda dell‘S&P/Mib FIAT, che dopo il rally di ieri sprofonda nuovamente sotto gli 11 euro. Le azioni del Lingotto chiudono in ribasso del 7,12% a 10,355 euro, non lontano dai minimi di due anni testati a 10,28 euro. Un analista tecnico non esclude una puntata sotto i 10 euro sul breve termine.

Il comparto europeo dell‘auto, già negativo in mattinata sul nuovo rincaro dei prezzi del petrolio, ha esteso le perdite in seguito al downgrade di Goldman su GM e altre case automobilistiche americane. “L‘auto continua a far fatica oltre il ragionevole. Una Fiat sotto il 10,5 non ha senso, ma d‘altronde non è un mercato da guardare sui multipli”, commenta un trader.

* Particolarmente presi di mira i bancari. Tra questi UNICREDIT perde il 4,29% a 3,9426 euro, poco sopra i minimi di seduta, nel giorno dell‘annuncio del piano strategico 2008-2010. In un commento a caldo JP Morgan ha sottolineato che “il nuovo piano rassicura sull‘aspetto patrimoniale, ma è deludente sul piano degli utili, in particolare sulla previsione di Eps al 2010, visto a 0,61-0,65 euro”.

I bancari in Europa cedono in media il 4,4%, peggiore settore del vecchio continente, penalizzati dai timori suscitati dalla decisione a sorpresa di Fortis di varare un aumento di capitale. “Oggi l‘elemento chiave è stato l‘aumento di Fortis, una banca che diceva di non avere problemi”. Il titolo dell‘istituto belga-olandese perde quasi un quinto del suo valore ad Amsterdam. Sul settore pesa anche il report su Citigroup di Goldman, secondo cui la prima banca in Usa andrà incontro a svalutazioni dell‘ordine di 8,9 miliardi nel trimestre.

* Schiacciate in fondo al listino principale IMPREGILO (-7,04%), POPOLARE MILANO (-5,5%) e LUXOTTICA, che perde il 5,68% dopo il rally di ieri.

* Ancora un seduta da dimenticare per il titolo ATLANTIA (-2,9%), minacciato dal rischio di un disimpegno degli ex azionisti di Schema28, ora soci diretti del gruppo.

* Tra le rare note positive TENARIS (+2,18%), che batte un comparto in calo dell‘1,13% in Europa, SEAT, che rimbalza dello 0,57%, e BUZZI (+1,06%).

* Dopo il balzo di ieri, rallenta decisamente il passo FINMECCANICA (-3,22% a 16,3270 euro) in attesa dell‘annuncio del Cda sull‘aumento di capitale funzionale al finanziamento dell‘acquisizione di Drs. Oggi Thales ha smentito le indiscrezioni stampa secondo cui il gruppo elettronico della difesa francese avrebbe in programma un piano per una controfferta sull‘azienda americana.

* Fuori dal paniere principale seduta spumeggiante per TISCALI (+4,64% a 2,122 euro) sulle dichiarazioni di interesse dell‘AD di Telecom Italia (-2,27% a 1,291 euro). Acquisti anche su ERG (+1,54%), mentre STEFANEL gira in rosso sul finale.

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