2 settembre 2009 / 11:23 / 8 anni fa

Borsa Milano conferma perdite, cade Fiat, bene Eni con energia

MILANO, 2 settembre (Reuters) - A metà giornata su Piazza Affari non si intravedono segnali di ripartenza. La borsa milanese conferma le perdite poco superiori al punto percentuale e vede accentuarsi il calo di alcune blue chip come Fiat, Pirelli e Intesa Sanpaolo.

“Abbiamo ereditato questa impostazione dalle giornate passate, come reazione a un rally che improvvisamente sembra troppo ottimistico”, osserva un trader. “Probabilmente un ritracciamento che non è destinato a intaccare il trend di medio termine, ma sicuramente pesa nel breve”.

In opposizione alla tendenza generale il comparto energetico, con l‘indice di riferimento europeo .SXEP che segna addirittura un rialzo dell‘1,2%, e il settore delle utilities .SX6P, tradizionale rifugio nei momenti burrascosi, che tiene a +0,2%.

Alle 13,15 l‘indice FTSE Mib .FTMIB segna un calo dell‘1,16%, il FTSE AllShare .FTITLMS dell‘1,06% e il FTSE MidCap .FTITMC dell‘1,67%.

Il benchmark europeo Dj Stoxx 600 cede lo 0,83%.

* In fondo del listino principale FIAT FIA.MI, a -3,8% nonostante i dati di ieri indicassero una sostanziosa crescita delle vendite europee di automobili in agosto, con il Lingotto che in Italia sale più del settore e amplia la propria quota di mercato. Le brutte notizie arrivano dal Brasile, secondo mercato per Fiat, dove le vendite di auto calano del 9,54%.

Lo stoxx europeo dell‘auto .SXAP cede il 2,1%.

* Ancora molto venduti i titoli bancari, con MONTEPASCHI (BMPS.MI) che sprofonda oltre il 4% di ribasso seguita da POPOLARE MILANO PMII.MI a -3,5%. Restano pesanti INTESA SANPAOLO (ISP.MI) e BANCO POPOLARE BAPO.MI, entrambe intorno al -2,8%, circa due invece i punti percentuali di perdita per UNICREDIT (CRDI.MI).

Fuori dal listino principale, peggiora ITALEASE BIL.MI, ora a -6%. Un trader cita le voci di stampa su una posizione a rischio da 140 milioni di euro legata a una serie di immobiliari controllate da una stessa holding, un altro l‘attesa dei dettagli sull‘aumento di capitale che l‘AD Saviotti ha definito di importo rilevante, osservando che “non è il momento giusto per chiedere un impegno simile, qualcuno ne approfitta per defilarsi”.

* Riducono leggermente le perdite i cementieri, con BUZZI (BZU.MI) che cede il 2,8% e ITALCEMENTI ITAI.MI il 2,3%, mentre resta a -2,9% CEMENTIR HOLDING (CEMI.MI), non inclusa nel FTSE Mib.

* BULGARI BULG.MI continua ad aggirarsi intorno al -3%, stesso andamento per STM (STM.MI), ieri in positivo e oggi vittima di prese di beneficio.

* Continua invece la tenuta dei titoli difensivi, a cominciare dalle utilities. SNAM (SRG.MI) (che incassa il giudizio “buy” da Societe Generale che ne inizia la copertura), TERNA (TRN.MI) e ENEL (ENEI.MI) gravitano intorno alla parità.

* Discorso a parte merita ENI (ENI.MI), che sfiora i due punti percentuali di rialzo sulla forza complessiva del settore a livello europeo, in una giornata in cui il greggio torna a salire.

* Ancora in positivo PARMALAT (PLT.MI), sebbene veda ridursi il rialzo allo 0,7%. * Fuori dal FTSE Mib, cede il 7% RISANAMENTO (RN.MI), che attende l‘esito della decisione di Consob sulla richiesta di esenzione dall‘opa per le banche creditrici e la presentazione del piano di salvataggio

* Cede circa il 3,5% COBRA COBRA.MI, sulla cui capacità di garantire la continuità aziendale i revisori di Pwc hanno espresso dubbi.

* TREVI (TFI.MI) perde oltre il 4% dopo il downgrading del rating da parte di Santander a “neutral” da “buy”.

* Male - circa -1,5% - la società calcistica ROMA (ASR.MI), alle cui quotazioni non giova il cambio di allenatore.

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