17 marzo 2008 / 12:38 / 10 anni fa

Borsa Milano estende ribasso con Europa, pesano banche

MILANO, 17 marzo (Reuters) - Si aggravano le perdite a Piazza Affari che giunge a metà seduta con gli indici in rosso di circa il 3%, in linea con l‘indice europeo Ftseurofirst 300 .FTEU3.

“Si tratta di una crisi di sistema, di liquidità e di fiducia. E’ l‘effetto Bear Sterns”, dice un‘operatrice.

Il problema è che “nessuno si fida più di nessuno”, le fa eco un trader riferendosi alla crisi del colosso Usa. “Se il mercato nasconde insidie come queste, il fuggi fuggi è la soluzione più ovvia. Parlare con i clienti oggi è come parlare con chi ha appena avuto un incidente d‘auto”, conclude il trader, restando in attesa di un intervento delle banche centrali per evitare il collasso del mercato.

“La giornata è davvero orrenda. Peccato che la Bce non sembra viverla allo stesso modo. Aspettiamo un intervento”, dice.

Alle 13,30 l‘indice S&P/Mib .SPMIB perde il 2,94%, il Mibtel .MIBTEL il 3% e l‘AllStars .ALLST il 2,91%. Volumi a 2,2 miliardi.

Peggiorano anche gli indici sui futures Usa. Quello sull‘S&P 500 SPM8 arretra del 2,33%, il derivato sul Nasdaq NDM8 del 2,23% e quello sul Dow Jones DJM8 dell‘1,79%.

* I settori più tartassati sono quelli di banche e assicurazioni, che a livello europeo vedono i sottoindici di settore .SX7P .SXIP in flessione rispettivamente del 6,29% e del 4,85%.

Nel listino delle blue-chip, UNICREDIT (CRDI.MI), MEDIOBANCA (MDBI.MI) e BANCA POPOLARE DI MILANO PMII.MI viaggiano in ribasso di circa il 4%, mentre MONTE DEI PASCHI BPMS.MI, INTESA SANPAOLO (ISP.MI), ALLEANZA ALZI.MI e FONDIARIA-SAI FOSA.MI cedono intorno al 3%. A ruota le seguono BANCO POPOLARE BAPO.MI e UBI BANCA (UBI.MI), in calo del 2,91% e del 2,84%.

* Da notare la lenta ma continua discesa di SEAT PGIT.MI, che a metà seduta arriva a perdere oltre l‘8% sull‘onda lunga del downgrade della settimana scorsa sui titoli del settore, dice un operatore.

* In marcata flessione anche IMPREGILO IPGI.MI, che lascia sul terreno quasi il 6%.

* ALITALIA AZPIa.MI resta sospesa nonostante i molti tentativi di entrare in validazione. Nei pochissimi scambi effettuati la compagnia di bandiera ha toccato un prezzo minimo a 0,3305 euro, comunque superiore a quello offerto da Air France. “Il mercato pensa che alla fine il Tesoro spunterà di più di quanto è stato offerto e considera il prezzo proposto da Air France come il prezzo minimo da cui partirà la trattativa”, spiega un trader.

Secondo Deutsche Bank “il prezzo offerto da Air France potrebbe essere stato più basso (del previsto) in ragione del deterioramento dell‘indebitamento di Alitalia e dei prezzi più alti del carburante che la compagnia ha dovuto sostenere”.

* Tornano a perdere più dell‘1% SNAM RETE GAS (SRG.MI), SAIPEM (SPMI.MI), TERNA (TRN.MI) ed ENI (ENI.MI). In Europa il settore .SX6P arretra dell‘1,7%. “Le utility sono i sostituti naturali dei titoli finanziari. In un momento in cui i beni rifugio sembrano essere petrolio e oro, le società legate al mondo del greggio sono quelle preferibili”, dice un operatore.

* Sul più ampio Mibtel si segnalano i ribassi a due cifre di SIEMENS (SIE.MI), BANCA CARIGE CRGIr.MI, AMPLIFON (AMPF.MI) e BANCA ITALEASE BIL.MI.

* Sul fronte assai limitato dei rialzi spicca AEROPORTI DI FIRENZE AFI.MI, in crescita del 4%.

* A.S. ROMA (ASR.MI), che prima guadagnava oltre il 3% sulle voci di un interessamento da parte di investitori Usa, ora scivola dell‘1,63% dopo la smentita di Compagnia Italpetroli, la società della famiglia Sensi che controlla l‘azienda giallorossa.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below