15 febbraio 2008 / 08:53 / 10 anni fa

Borsa Milano in calo, cadono Telecom e Alitalia, male ciclici

MILANO (Reuters) - Piazza Affari ha chiuso la settimana con un ribasso che ha bruciato parte dei progressi delle sedute precedenti.

<p>Operatori di borsa al lavoro. REUTERS</p>

In una giornata, sottolineano gli operatori, influenzata dalla risposta premi, l‘azionario italiano, in sintonia con il resto d‘Europa, ha metabolizzato i segnali negativi provenienti dagli Usa. Dopo le parole di Bernanke sull‘arrivo di nuove svalutazioni per le banche e quelle di Greenspan su un‘economia Usa che si trova sull‘orlo della recessione, oggi è arrivata la flessione oltre le attese dell‘indice sulla fiducia dei consumatori.

In chiusura, l‘indice S&P/MIB ha perso l‘1,63%, il Mibtel l‘1,42% e l‘AllStars lo 0,36%. Volumi per un controvalore di circa 5,4 miliardi di euro.

“La debolezza continua a essere legata alle notizie che arrivano dal settore bancario”, commenta Andrea Puccini, gestore azionario Italia ed Europa di Fideuram Asset Management Ireland, che cita “i numeri piuttosto orribili di Ubs”.

* Il pomeriggio è stato targato TELECOM ITALIA. Il titolo del gruppo guidato da Franco Bernabè si è portato sui minimi degli ultimi dodici mesi, arrivando a perdere circa il 7%, per poi chiudere con una flessione del 4,61%. Intensi gli scambi: sono passati di mano circa 370 milioni di pezzi. A determinare la caduta del titolo è stato quanto riferito dal sindacato dopo un incontro con l‘AD: secondo un rappresentante dei lavoratori, Bernabè ha parlato di lenta riduzione del debito. L‘indiscrezione, hanno spiegato due trader, ha scatenato sul mercato la “paura di un taglio del dividendo e del varo di un aumento di capitale”, costringendo Telecom a smentire di aver fatto ai sindacati riferimenti alla politica dei dividendi, ad aumenti di capitale o alla sostenibilità del debito.

* Seduta difficile per ALITALIA, che ha lasciato sul terreno il 4,16% dopo le dichiarazioni di ieri di Air France, interpretate come un rinvio della decisione sull‘acquisto fino all‘arrivo del nuovo governo. “Il mercato si era illuso che le trattative continuassero” nonostante le dimissioni di Prodi, sintetizza un dealer.

* E’ tornato il segno meno sui ciclici. “La sensazione è che abbiano valutazioni ancora un po’ troppo elevate”, spiega Puccini. In sofferenza SEAT: -4,09%.

* Male i finanziari, penalizzati, argomenta un trader, “dalle parole di Bernanke, dalla trimestrale di Ubs e dalle svaluzioni comunicate ieri sera da Natixis”. UNICREDIT è scesa del 3,42%, MEDIOLANUM del 3,59%, BANCO POPOLARE del 3,43% e INTESA SANPAOLO del 2,09%.

* STMICROELECTRONICS perde 3,9% nella giornata in cui Bernstein ha tagliato il rating a “underperform”.

* ENI post trimestrale ha sussultato ma chiude in recupero +0,04%. “I target fissati dal piano strategico 2008-2011 non sono particolarmente ambiziosi, ma sono piaciuti”, commenta un trader. Meglio la controllata SAIPEM, +0,54%, che, spiega un operatore, “continua a giovarsi dell‘aumento del dividendo comunicato ieri”.

* Seduta in controtendenza per ATLANTIA: +2,44%. Una fonte ha detto a Reuters che altri soci di Schema28, dopo Abertis, opteranno per anticipare l‘uscita dal patto.

* FIAT +0,15%, aiutata secondo un trader da Marchionne che nega ipotesi di trasferimento alla guida di Ubs.

* PRYSMIAN (+1,19%) e FASTWEB (+1,1%). Il +5,23% TISCALI per i dealer non ha spiegazioni.

* Tra le small e mid cap, perdite consistenti per STEFANEL (-6,47%), che ha annunciato un 2007 in rosso e un piano al 2010 “più aggressivo”, che prevede anche un aumento di capitale. BUONGIORNO ha guadagnato il 3,13% dopo aver diffuso i risultati del quarto trimestre. BIESSE ha perso il 6,02% dopo i risultati. Cazenove, in un report, scrive che ricavi e utili appaiono a prima vista inferiori alle attese, ma sono invece in linea tenuto conto dello sciopero a dicembre.

* IRCE è salita del 3,29% dopo la trimestrale. Ancora Cazenove sottolinea che i risultati sono stati “molto sopra le nostre attese” e conferma il giudizio “buy”.

* Dopo la trimestrale DIASORIN è balzata del 3,52%, grazie a utili e ricavi oltre le aspettative. Brillante ACOTEL, +13,95%, la cui controllata Noverca si avvia a diventare operatore mobile virtuale.

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