8 gennaio 2008 / 10:23 / tra 10 anni

Borsa Milano debole, male bancari e media, tonica Telecom

MILANO, 8 gennaio (Reuters) - Piazza Affari prosegue debole, confermando la tendenza, evidenziata nella seconda parte del 2007, a fare peggio degli altri azionari europei.

Il listino italiano è zavorrato, sottolineano i trader, dalla massiccia presenza di titoli finanziari, penalizzati dalle incertezze legate alla contrazione del credito e alla frenata dell‘economia a livello mondiale.

Più in generale, continua la fuga dai settori ciclici, i media in particolare, mentre reggono i difensivi, anche se sono scattati realizzi sulle utilities.

Attorno alle 11,10, l‘indice S&P/MIB .SPMIB perde lo 0,11%, il Mibtel .MIBTEL è invariato e l‘AllStars .ALLST arretra dello 0,12%. Volumi per circa 1,2 miliardi di euro.

* Si conferma tonica ALITALIA AZPIa.MI, in rialzo di oltre il 2%, sulle indiscrezioni di stampa riguardanti il fatto che AirOne e Intesa stanno lavorando per coinvolgere cinque o sei imprenditori pronti a entrare in una newco, con un investimento di 200-250 milioni di euro.

* La stessa INTESA SANPAOLO (ISP.MI), invece, arretra di oltre un punto percentuale dopo che Deutsche Bank ha tagliato il rating a “hold”. Ing, inoltre, ha limato il target price dell‘istituto, mentre Bear Stearns ha riavviato la copertura con “outperform”.

* Male i bancari, colpiti dai downgrade. BANCO POPOLARE BAPO.MI, il cui target price - riferisce un dealer - è stato abbassato da Deutsche Bank, perde oltre l‘1,5%. Un trader per giustificare la debolezza del Banco Popolare cita “le incognite giudiziare che gravano su BANCA ITALEASE BIL.MI”, che oggi rimbalza del 2%,

* Deutsche Bank ha tagliato a “hold” il rating di UBI BANCA (UBI.MI), che arretra di oltre l‘1,5%, e ha limato il target price di POP MILANO PMII.MI, che lascia sul terreno quasi l‘1% circa. MEDIOBANCA (MDBI.MI) perde oltre l‘1% circa.

* Non fa eccezione UNICREDIT (CRDI.MI), negativa sebbene Bear Stearns abbia riavviato la copertura con rating “outperform”.

* Molto pesanti i media, già affossati ieri da un report di Lehman. SEAT PAGINE GIALLE PGIT.MI crolla di un altro 5%: un trader parla di “vendite a man bassa da parte degli istituzionali, in particolare di un grande fondo Usa”. L‘ESPRESSO ESPI.MI arretra del 3% dopo che Ubs ha tagliato il target price a 2,85 da 4,10 euro. MONDADORI (MOED.MI), il cui target price è stato ridotto da Ubs a 5,65 da 8 euro, lascia sul terreno circa un punto percentuale.

* In controtendenza, fuori dallo S&P/Mib, RCS MEDIAGROUP (RCSM.MI), che guadagna il 3% nonostante Ubs abbia abbassato il giudizio sulla società editoriale a “neutral” da “buy”. I dealer motivano l‘andamento di Rcs con le indiscrezioni riguardanti il collocamento ai pattisti della quota che fa capo a UniCredit: “Ci si aspetta una ridefinizione degli assetti”.

* ENI (ENI.MI) si giova della corsa del petrolio e avanza di un punto percentuale.

* FIAT FIA.MI avanza di circa mezzo punto percentuale dopo aver comunicato, ieri, l‘acquisto di 6,1 milioni di azioni proprie, al prezzo di 15,9438 euro.

* Invariata GENERALI (GASI.MI). In un‘intervista al Corriere della Sera, l‘AD Giovanni Perissinotto ha detto che la compagnia triestina guarda con attenzione ai mercati di lingua inglese in vista di acquisizioni.

* ENEL (ENEI.MI) si muove poco sopra la parità, sebbene ieri Moody’s abbia ridotto il rating. Qualche realizzo sulle utilies: TERNA (TRN.MI) arretra di oltre l‘1,5%.

* Il recupero del dollaro provoca un rimbalzo di LUXOTTICA (LUX.MI), BULGARI BULG.MI, AUTOGRILL AGI.MI e PRYSMIAN (PRY.MI).

* Continua il denaro su TELECOM ITALIA (TLIT.MI) dopo che, secondo quanto riferito da fonti vicine alla vicenda, il gruppo sta pensando di vendere le attività di telefonia fissa su banda larga in Francia.

* Brillante, come ieri, PARMALAT (PLT.MI): +1,5% circa. Nel week-end, un settimanale tracciava uno scenario in cui ipotizzava un interesse all‘acquisizione del gruppo guidato da Enrico Bondi da parte di soggetti finanziari e industriali.

* Realizzata DMAIL DMA.MI, -3% circa, dopo il rally di ieri sull‘accordo di riservatezza con MEDIASET (MS.MI), in rialzo di oltre l‘1%.

* PININFARINA (PNNI.MI) balza del 5% nonostante abbia smentito l‘ingresso di Bolloré nel capitale.

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