7 marzo 2008 / 09:01 / 10 anni fa

Borsa Milano peggiore in Europa,pesa crollo Telecom, su Benetton

<p>Un trader al lavoro. REUTERS/Alex Grimm</p>

MILANO (Reuters) - Piazza Affari ha chiuso malissimo la settimana, con una seduta interamente tinta di rosso e segnata dal crollo di TELECOM ITALIA.

La partenza positiva di Wall Street ha consentito al listino milanese di recuperare dai minimi, ma il trend dei mercati europei è rimasto negativo. “Dobbiamo ringraziare la Bce, che non vuole tagliare i tassi”, commenta polemicamente un trader.

“C’è un sentiment distruttivo che colpisce tutto, indiscriminatamente”, aggiunge un dealer. La borsa italiana ha sottoperformato il resto d‘Europa, un andamento che un operatore spiega con “le difficoltà politico-economiche del Paese: se gli altri soffrono un po’, noi molto di più”.

In chiusura, l‘indice S&P/MIB ha perso l‘1,95%, il Mibtel l‘1,89% e l‘AllStars l‘1,49%. Volumi per un controvalore di quasi 5 miliardi di euro.

Intraday, l‘indice S&P/Mib ha toccato il nuovo minimo degli ultimi dodici mesi, a quota 32.038 punti.

* TELECOM ITALIA è caduta del 9,06%, con scambi pari a circa sei volte la media dell‘intera seduta negli ultimi trenta giorni. Broker e analisti considerano i risultati 2007 in linea con le attese, ma sono delusi dagli obiettivi del piano al 2010. In calo del 7,20% le azioni di risparmio.

* Balza BENETTON che ha realizzato un rally nel finale di seduta, terminando a +6,24%. In progresso del 2,27% L‘ESPRESSO.

* Profondo rosso per tutti i settori ciclici, penalizzati dalla prospettiva di rallentamento dell‘economia. Male i titoli delle società attive nelle costruzioni: IMPREGILO ha lasciato sul terreno il 5,86% e BUZZI UNICEM il 2,95%. Fuori dal coro ITALCEMENTI: +0,07% grazie, argomenta un dealer, ”ai risultati 2007 di Ciments Français.

* FIAT ha perso il 2,66%, dopo aver rinnovato il minimo degli ultimi dodici mesi a quota 12,44 euro. Il titolo del Lingotto ha fatto decisamente peggio rispetto allo stoxx europeo dell‘auto, che è arretrato dell‘1,35%.

* PARMALAT è scesa del 4,8% dopo i risultati e l‘outlook. Secondo Santander, che ribadisce “neutral” e target price di 2,6 euro, i dati sono in linea con le attese, mentre le stime di Ebitda per il 2008 sono inferiori alle aspettative.

* Male i titoli del lusso. BULGARI è calata del 2,9%: un trader riferisce che “JP Morgan ha confermato il rating neutral”. Dresdner ha diffuso una nota su Bulgari in cui ribadisce il rating “add” e dice di attendersi un outlook molto positivo in occasione della pubblicazione, l‘11 marzo, dei risultati 2007. LUXOTTICA ha segnato una flessione dell‘1,98%: il gruppo comunicherà i risultati 2007 il 13 marzo. Santander conferma il rating “neutral”, con target di 18,8 euro.

* MEDIOBANCA ha perso l‘1,15% dopo i dati semestrali e la diffusione del piano strategico. Alberto Nagel, AD di Piazzetta Cuccia, ha negato un interesse per BANCA ITALEASE, avanzata dello 0,79%.

* Nagel ha anche detto che Mediobanca non toccherà nei prossimi anni le partecipazioni in RCS MEDIAGROUP, che è avanzata del 2,33%, e GENERALI, in calo dello 0,75%.

* I bancari hanno cambiato direzione nel pomeriggio, sulla scia del rimbalzo del settore negli Usa. Lo stoxx europeo è sceso dello 0,57%, dopo essere stato positivo nel pomeriggio. A Piazza Affari, MONTEPASCHI è avanzato dell‘1,15%, dopo essere stato positivo per gran parte della seduta di ieri, sostenuto dalla notizia della presenza nel capitale di Santander con una quota dell‘1%.

* Brillante per gran parte della seduta, PRYSMIAN ha cambiato direzione in prossimità della diffusione dei risultati 2007 e ha terminato in calo dello 0,46%.

* ENEL ha lasciato sul terreno l‘1,99% e TERNA l‘1,91%: i due gruppi comunicheranno i risultati 2007, rispettivamente, il 12 e l‘11 marzo. Dresdner ha diffuso una nota in cui conferma i rating “buy” e “add”.

* Tra le small e mid cap, INVESTIMENTI E SVILUPPO è salita del 3,77% dopo aver confermato, ieri, di avere allo studio un‘aggregazione con Banca MB.

* In controtendenza anche NAVIGAZIONE MONTANARI, +1,95%, il cui AD e azionista di riferimento, ieri, ha detto che il delisting è una tentazione.

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