February 6, 2020 / 3:56 PM / 15 days ago

Eni, in Libia produzione dimezzata, con blocco si rischia collasso - Descalzi

FERRERA ERBOGNONE (PV), 6 febbraio (Reuters) - In Libia la situazione è molto difficile a seguito della chiusura dei pozzi petroliferi del Paese decisa dal generale Haftar a gennaio e si rischia il collasso se il blocco proseguirà.

Lo ha detto l’AD Claudio Descalzi aggiungendo che la quota di produzione in quota Eni si è dimezzata intorno a 160.000 barili al giorno di olio equivalente.

“La situazione in Libia è molto difficile perché da più di tre settimane c’è un milione di barili fermo. Non sta dando impatto sul prezzo del petrolio, ma vuol dire tanto come numeri per la Libia perché vuol dire pagare stipendi, comprare medicinali e fare andare avanti il Paese. È una guerra nella guerra”, ha sottolineato il numero uno di Eni a margine della presentazione del supercomputer Hpc5 per consentire la transizione verso le energie del futuro.

“Un po’ siamo impattati. Comunque la preoccupazione è per la popolazione. Abbiamo più di 5.000 persone e bisogna capire se possiamo pagare i salari. Se non si ritorna alla situazione di un mese fa, la Libia è un Paese che può rischiare il collasso e la paralisi”.

Alla domanda a quanto si sia ridotta la produzione in quota Eni dopo il blocco, Descalzi ha detto che “siamo intorno a 155-160.000 barili. Prima eravamo a 300.000. L’attenzione nostra è sulle persone e sull’integrità degli asset”. (Giancarlo Navach, in redazione a Milano Sabina Suzzi)

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