February 5, 2020 / 2:16 PM / 17 days ago

Ue fa primo passo verso revisione regole bilancio

BRUXELLES, 5 febbraio (Reuters) - La Commissione europea ha fatto un primo passo verso la revisione delle regole di bilancio che sono alla base dell’euro avviando una consultazione pubblica che aiuti a trovare un terreno comune tra governi profondamente divisi.

Secondo il Patto di stabilità e crescita, un insieme di norme complesse e spesso non rispettate, i paesi membri dell’Ue dovrebbero mantenere il deficit di bilancio al di sotto del 3% del Pil e il debito pubblico al di sotto del 60% del Pil.

L’approccio permissivo di alcuni governi e la manipolazione di dati statistici da parte della Grecia hanno causato la crisi del debito sovrano nel 2010, che ha quasi distrutto la moneta unica.

Si sono inoltre create profonde fratture in seno alla zona euro, con i paesi settentrionali Ue, più severi in tema di bilancio, che accusano di dissolutezza quelli del sud, e il sud che a sua volta critica quella che definisce l’ossessione del nord nei confronti della riduzione del debito.

“Attendiamo con impazienza una discussione aperta su ciò che ha e non ha funzionato, e su come creare consenso per semplificare le regole e renderle ancora più efficaci”, ha detto il vice presidente della Commissione Valdis Dombrovskis.

La Commissione cercherà riscontri su quello che potrebbe essere cambiato fino alla metà dell’anno e presenterà proposte entro la fine del 2020, hanno riferito funzionari Ue.

I limiti su deficit e debito resteranno in essere, ma la Ue cercherà di semplificare le regole e concentrarsi sui parametri che i governi controllano, come la spesa in relazione alla crescita del Pil.

Le regole adesso usano strumenti, come l’”output gap”, che sono teorici, spesso rivisti e non controllati da chi si trova al potere.

La Commissione riconosce inoltre che l’attuale sistema non offre ai governi sufficienti incentivi per risparmiare in tempi favorevoli e promuovere gli investimenti.

L’esecutivo Ue vorrebbe anche vedere cambiamenti a sostegno del suo ambizioso Green Deal, dando ai governi un margine di manovra più ampio per spese “verdi”. Alcuni governi sono contrari.

Fissate nel 1997 per sostenere la moneta unica, le regole hanno subito finora tre revisioni.

La prima, nel 2005, è stato avviata da Germania e Francia, che hanno rifiutato di accettare procedure disciplinari nei loro confronti.

Le altre due revisioni hanno avuto luogo nel 2011 e nel 2013 per placare i mercati finanziari scossi dalla crisi del debito sovrano. Le modifiche hanno conferito alla Commissione poteri più ampi per monitorare e sanzionare i governi per politiche irresponsabili.

Ma nonostante casi di evidente violazione delle norme da parte di Francia, Portogallo, Italia e Spagna nel corso degli ultimi cinque anni, la Commissione non ha mai sanzionato nessuno dei paesi.

Alcuni funzionari Ue dicono in privato che questo primato della politica sulle leggi ha ridotto l’importanza delle regole di bilancio Ue nella decisione delle politiche dei paesi della zona euro.

Tradotto da Redazione Danzica, in Redazione a Milano Sabina Suzzi, camilla.caraccio@thomsonreuters.com, +48587721396

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below