January 28, 2020 / 4:03 PM / 24 days ago

Brand europei del lusso chiedono norme più severe per rivali tech

BRUXELLES, 28 gennaio (Reuters) - I marchi europei del lusso chiedono che i regolatori comunitari adottino un approccio più rigoroso contro i giganti della vendita al dettaglio online come AMAZON e ALIBABA riguardo a questioni come la protezione dei dati e la contraffazione.

L’appello di Andreas Kaufmann, presidente sia dell’Alleanza europea delle industrie culturali e creative (ECCIA) sia della tedesca Leica Camera, giunge in un momento in cui la Commissione europea deve rivedere il suo approccio normativo e strategico nei confronti delle aziende tech.

“All’inizio Internet era gratuito per chiunque. Non lo è (più) ora, è guidato dal potere di mercato, (e dunque) deve essere regolato”, ha dichiarato Kaufmann in un’intervista a Reuters.

I brand del lusso europei contribuiscono ogni anno all’economia del blocco per un’ammontare di circa 800 miliardi di euro di ricavi, pari al 4% del prodotto interno lordo, e impiegano oltre 2 milioni di persone.

Da tempo i gruppi del settore si lamentano perchè ritengono che le aziende tech ottengano indebiti vantaggi dai loro investimenti.

L’ECCIA, che rappresenta oltre 600 marchi e realtà culturali, chiede che i regolatori Ue rafforzino le misure contro le grandi aziende tech su questioni come diritti di proprietà intellettuale e protezione dei dati.

“Il quadro (normativo) esistente non riflette ciò che è meglio per i nostri marchi. Amazon, ad esempio, ottiene informazioni che non siamo autorizzati a fornire ai nostri distributori. Amazon raccoglie e decide”, prosegue Kaufmann.

L’alleanza, che è costituita da gruppi presenti in Italia, Gran Bretagna, Francia, Germania e Spagna, auspica che la Commissione prenda in considerazione le sue posizioni quando dovrà elaborare un insieme di norme noto come Digital Services Act (Dsa).

“Un mercato unico ben funzionante per i servizi digitali aiuta a offrire nuove opportunità a molte aziende tradizionali (in particolare piccole o nuove aziende)”, si legge in un documento della Commissione visionato da Reuters.

L’Unione europea dovrebbe anche concentrarsi sulla riduzione delle tariffe in Cina, Stati Uniti, Sud America e India, ha concluso Kaufmann.

Tradotto da Redazione Danzica, in Redazione a Milano Cristina Carlevaro, camilla.caraccio@thomsonreuters.com, +48587721396

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